giovedì 19 marzo 2009

Integrazione tra Google Apps Education e Moodle





Secondo una nota di Google stesso è operativa l'integrazione tra le applicazioni web Google Apps Education e Moodle.
L'integrazione fra le due applicazioni, dice Google, trasforma la scuola "in un'autentica community Web 2.0, in linea con le aspettative e le abitudini dei nuovi nativi digitali e con le esigenze di una modalità di apprendimento più moderna, stimolante ed efficace, nonché con l'indispensabile controllo dei costi".
Intanto, dice l'azienda, continua l'adozione di Google Apps da parte delle università Italiane: dopo la recente adozione della versione Education da parte dell'Università di Torino, si è estesa a una decina di atenei italiani, con un numero di account Google Apps che supera gli 80.000.
Google Apps Education è una suite di servizi di comunicazione e collaborazione gratuiti e integrati completamente ospitati sui server di Google (no hardware, no software da installare in locale), che comprende: Gmail, Google Calendar, Google Talk, Google Sites, Google Docs e Google Video. Tutti i servizi possono essere impiegati usando il dominio web della scuola/università.

Chi la fa, l'aspetti



Ovvero, microsociologia (alla polenta e salsicce) delle relazioni familiari. Ovvero, chi controlla chi.
Cosa mi è successo?
Come ogni genitore di un adolescente minimamente attento all'educazione della prole, qualche tentativo di rendere consapevole i figli delle implicazioni di certe condotte lo faccio anch'io con alteri risultati. Uno dei temi su cui mi soffermo è - come ovvio - l'uso (scriteriato, compulsivo, invasivo ...) di internet. Non sono, però, mai giunto alla "proibizione" ne, tantomeno, all'adozione di provvedimenti materiali come buttare nella spazzatura il PC e modem annesso.
Il giovane (17 anni) ha imprato la lezione e quando passa per il mio studio, sarcasticamente lancia un: "vuoi vedere che hai una finestra aperta su Facebook?". Lui su FB non c'è, forse perchè ritiene che di pazzi ne basti uno per famiglia.
Orbene, stamattina, dopo giorni di assenza per lavoro accendo il pc di studio, mi collego ad internet, scarico la posta, guardo le ultime notizie ANSA e, finalmente, Facebook.
Ma non posso accedere. L'URL è bloccato!!!!!!!
Ecco il simpatico messaggio di feedback:

Attempt to Accept Pages Blocked by Url Filtering Control!!!!
You have tried to access the web site that is not allowed by the Url Filtering Control.
To access the website, please login the router and change the Url Filter configuration under the Firewall
.


L'infame si è dimostrato più cinico e sadico del padre (aderendo così alla mia ingiunzione: " i figli dovrebbero essere migliori dei padri") e, dato che il governo del router è stato delegato a lui e dato che non è proprio uno sprovveduto in fatto di informatica, ha pensato bene di darmi una lezione attivando un filtro .....

Per ora aggirerò il suo "divieto" usando il telefonino e quando ritornerà da scuola ...

mercoledì 18 marzo 2009

Collaborative Knowledge Building Group a congresso




Un mese al secondo congresso del CKBG, Collaborative Knowledge Building Group.
Un evento che si svolge ogni due anni (quest’anno a Milano, alla Cattolica il 17 ed il 18 aprile) sul tema della formazione in ambienti on-line, con particolare attenzione all’apprendimento collaborativo e gli ambienti tecnologici in grado di supportarlo.
L’obiettivo principale dell’evento è creare degli spazi di incontro e di discussione in cui sia possibile fare emergere connessioni sinergiche tra ricerca, scuola e aziende.
Per questa seconda edizione ci si focalizzerà sulle implicazioni dell’innovazione tecnologica in diversi contesti d’uso, da quelli formativi a quelli legati alla cultura giovanile.
Le tematiche oggetto della call, chiusa da tempo, riguardano sia contributi teorici che resoconti di esperienze d’uso, su questi temi:
• Esperienze di innovazione tecnologica
• Innovazione supportata dalla tecnologia nei contesti formativi e professionali
• Progettazione e sperimentazione di ambienti tecnologici innovativi
• Modelli innovativi di comunità
• Aspetti innovativi dell’e-learning, blended learning, m-learning
• Domotica, Smart Phone e aspetti psico-sociali dell’innovazione nella vita quotidiana
• Wiki e editoria elettronica
• Blog e Social Networking
• Realtà virtuale e robotica educativa

Da segnalare la presenza tra gli invited speakers di Roger Säljö e Michel Cole due significative figure nel dibattito scientifico internazionale sul Houman Development nella prospettiva socio-culturale.

Il Collaborative Knowledge Builing Group nasce dall’esigenza di creare una comunità di scambio di idee e di collaborazione tra ricercatori che si interessano di formazione in ambienti on line. Il progetto è stato ideato da persone accomunate dalla passione per l’apprendimento collaborativo e l’interesse per gli ambienti tecnologici in grado di supportarlo. La comunità usa come supporto della cooperazione Knowledge Forum, (ora giunto alla versione 4.7) sviluppato dal gruppo di ricerca canadese diretto da Marlene Scardamalia e Carl Bereiter, con cui il Gruppo ha sviluppato una collaborazione in particolare per la fase di internazionalizzazione di questo progetto.
Qui altre informazioni sull’evento (compresa l’iscrizione, 90 euretti per i non soci CKBG

martedì 17 marzo 2009

Gli adolescenti non perdono tempo in Internet



E' questa la conclusione di uno dei più importanti studi estensivi sugli adolescenti americani e sull'uso che fanno di internet. Questo studio, durato tre anni, che ha coinvolto 800 adolescenti ed ha visto 5000 ore di osservazione, dimostra che stando online questi giovani sviluppano importanti abilità sociali e tecniche, e spesso lo fanno in modi che che gli adulti non comprendo o a cui non attribuiscono valore.
La ricerca Kids' Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures è stata realizzata per conto della Fondazione Mac Arthur alla University of Southern California and University of California, Berkeley.
Qui i report.

Queste le principali evidenze:
- Le tecnologie (…) sono i nuovi attrezzi della cultura giovanile
- Si diventa adulti, si acquista autonomia, si costruisce identità utilizzando nuovi mondi per comunicare, per fare amicizia, per giocare e per l’auto-espressione
- Gli adulti ritengono che questo sia uno spreco di tempo mentre i giovani trovano queste attività impegnative ed importanti
- Il mondo digitale sta creando nuove opportunità per misurarsi con le norme sociali, esplorare interessi, sviluppare abilità tecniche, sperimentare nuove forme di auto-espressione
- … e consente lo sviluppo di abilità tecniche specialistiche e sociali in uno contesto di apprendimento non-scolastico
- Si apprende in libertà ed in autonomia, con motivazione , in modo auto-diretto e guidati dall’interesse, con modalità peer-teaching e peer-feedback
- Tutto questo ha anche un impatto benefico sull’autostima

Ciò che voglio evidenziare è l'approccio all'apprendimento che questi piccoli diavoli dimostrano:
- imparano con estremo interesse ed impegno
- fanno tutta la fatica che serve per imparare
- apprendono in modo auto-diretto
- apprendono per uno scopo
- apprendono in connessione con altri
- usano strategie che noi tecnici potremo chiamare di peer-teaching e peer-tutoring
- sono orgogliosi di ciò che hanno appreso
- sanno monitorare il proprio apprendimento
- sono riconosciuti all'interno della propria comunità per ciò che sanno.

Mi domando: si comportano così anche a scuola? Se no, come è ovvio, perchè?
Perchè non sono intressati a nulla?
Perchè non hanno voglia di imparare?
Perchè non hanno un "metodo di studio"?
Perchè non vogliono fare fatica?
Perchè non sono determinati?
Perchè hanno, nel migliore dei casi, limitate abilità cognitive e metacognitive?

Mi si dirà: la scuola è la scuola; la vita fuori è un altra cosa.

Appunto.

lunedì 16 marzo 2009

MoodleMoot a Torino, in chiusura la call



Come dicevo, quest'anno a Torino per il MoodleMoot, l'8 ed il 9 maggio, all'Università, ospiti della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e del Dipartimento di Informatica.

La call si chiuderà il lunedì prossimo 23 marzo.
Questa i temi:
* diffusione e utilizzo di Moodle in scuole di ogni ordine e grado
* diffusione e utilizzo di Moodle per la formazione continua
* diffusione e utilizzo di Moodle nella Pubblica Amministrazione e nell'Industria
* esperienze pedagogiche
* confronti fra Moodle ed altri strumenti di supporto alla didattica ed esperienze
* aspetti software: sviluppo di moduli, API, funzionalità, uso di moduli non standard e integrazioni
* aspetti hardware: scalabilità, configurazioni, soluzioni tecnologiche per ottimizzare l'uso
* case study: esperienze di utilizzo

Qui il sito dell'evento.

Io non mancherò e ci sarò per ascoltare non avendo nulla di sensato e di nuovo da raccontare. Non mi va di rigirare, con una grattata di pepe, la mia solita minestra.

domenica 15 marzo 2009

SchoolBookCamp al castello Malaspina



Segnalo un ottimo Bracamp dedicato all'editoria digitale, lo School-book Camp organizzato dalla dinamina Noa Carpignano. L'evento si terrà al castello Malaspina a Fosdinovo nei giorni 22 e 23 maggio.

Qui i dettagli del Barcamp.

Dal sito del camp: "Questo SchoolBookcamp intende coinvolgere tutti coloro che sono interessati a ripensare sia alla natura stessa dei testi scolastici, sia a come riposizionare i contenuti che rompono la struttura lineare della creazione, della distribuzione, della fruizione, e irrompono nella circolarità della rete.Intende coinvolgere quindi tutti i possibili attori di un futuro – già presente – mondo editoriale scolastico."

Affascinante la location, il castello Malaspina a Fosdinovo che è un paese medievale situato in cima a una collina, tra le Cinque Terre e la Versilia, ai piedi delle Apuane. La Lunigiana, detta anche la terra dei cento castelli, offre percorsi turistici ed enogastronomici imperdibili, per cui gli organizzatori consigliano di fermarti anche la domenica e approfittare del weekend per una bella gita.

I posti disponibili sono solo 120 ed io mi sono già "prenotato".

Da detrattore dei così detti "contenuti digitali" avrò certamente la possibilità di confrontarmi con i loro "sponsor". Margini di contatto credo ce ne siano (es. il costo ridotto rispetto al contenuto "stampato", l'accessibilità), purchè non li si propongano come l'ennesima "innovazione" della scuola.

Mi piacerebbe, quindi, potermi confrontare - ad esempio - sul tema del ruolo dei contenuti nell'apprendimento e nella didattica.

sabato 14 marzo 2009

Mario Agati è un grande: dopo le LIM si è arreso




Mario Agati, il tenutario del mitico blog "Wild Web Chapinering”, (rinominato "tecnologie per crescere") ha raggiunto l’apice della sua riflessione e della sua narrazione. Lo ha fatto con il post “Dopo le LIM mi arrendo” dove con gustosissima narrazione manifesta senza più difese e pudori il proprio sconforto esistenziale di insegnante che ha sempre creduto, con pensiero distaccato e critico, nelle tecnologie.

………………. quando dall’esile armadietto che bivacca stanco …….. è scivolato a terra ………….. la cartellina color preservativo del recente convegno sulle LIM. Ci sono stato a quel convegno qualche giorno fa. Con l’ispettore, e il provveditore, e il fresco dirigente promosso per parentali meriti, e lo stuolo incravattato di periferici epigoni di guro ipermediali. A vendere se stessi e le nuove certezze di una nuova rivoluzione didattica che avverrà grazie alla profusione di mirabolanti lavagne interattive in ogni quando e in ogni dove.
….
A turno, con l’immancabile rosario di slides dalle scrittine blu e col sorriso incollato da entusiasmo prezzolato, i gurettini de noialtri ci hanno annunciato il verbo: …………………
Sono le stesse impavide orazioni che si proferivano decenni fa per le promettenti magie educative della videoscrittura, e poi degli ipertesti, e poi dei programmi autore, e poi dell’HTML, e poi della tecnologia flash, e poi di powerpoint, e poi di moviemaker, e poi di moodle, e poi dei socialnetwork e poi…
E intanto la scuola (superiore) è rimasta tale e quale. Il luogo imperituro dell’oratorio e della liturgia frontale.


Leggetelo tutto nel blog. Di Agati Mario.
Ed invogliatelo a non mollare. Ci mancherebbe. Ma non ci mancherà. Ne sono certo. Starà sempre con noi. Sempre più incazzato. Sempre più sfiduciato. Ma non mollerà mai. Continuerà imperterrito a torturarci con la sua coscienza critica.
Il grassetto è mio.

venerdì 13 marzo 2009

Edupunk



L'istruzione diventa punk? Ovvero, si può avere un approccio punk all'educazione? La questione è nata a proposito dell'utilizzo delle tecnologie per l'educazione ed, in estrema sintesi, contrappone un approccio istituzionale all'acquisizione della tecnologia ad uno personale, do-it-yourself (D.I.Y).
Se ne sta discutendo nella community IT Forum
Il termine EDUPUNK lo ha lanciato tale Jim Groom nel suo blog nel maggio del 2008 ed ha presto entusiasmato tanti teorici dell'educazione, associazioni, liste di discussione che è, non qui da noi, oramai un termine che ha preso il volo ed un concetto ampiamente dibattuto. Un vero e proprio "movimento".
Il New York Times lo ha definito "an approach to teaching that avoids mainstream tools like Powerpoint and Blackboard, and instead aims to bring the rebellious attitude and D.I.Y. ethos of ’70s bands like the Clash to the classroom.
Il movimento Edupunk nasce negli States come reazione ai programmi governativi di Bush di "normalizzare" l'uso didattico delle tecnologie impacchettandole in applicazioni chiuse ed avviando, in buona sostanza, un approccio commerciale all'educazione.
L'essenza filosofico-culturale del movimento Edupunk è stata ben sintetizzata da Stephen Downes:
- una reazione alla commercializzazione dell'apprendimento;
- un atteggiamento del far da sè (do-it-yourself)
- il pensare e l'apprendere per sè stessi
Concetti collegati potrebbero essere:
- educazione democratica
- educazione libertaria
- apprendimento auto-diretto
- educazione centrata sullo studente
- descolarizzazione
In una recentissima serie di video, denominata Edupunk Battle Royale, EDUCAUSE ha rilanciato il dibattito mettendo a confronto/scontro Tim Groom con Gardner Campbell, direttore dell' Academy for Teaching and Learning alla Baylor University. La battaglia è in atto.

Quasi quasi lancio un gruppo su FB ....

Riferimenti
eLearn Magazine
- The Chronicle of Higher Education nel dibattito rilanciato in questi giorni
- The Chronicle of Higher Education agli inizi del dibattito
- Wikipedia

giovedì 12 marzo 2009

Adolescenti ed Internet, un paper



Mi sono imbattuto in un interessante paper (di prossima pubblicazione su "Current Directions in Psychological Science" che discute le conseguenze sociali dell’uso di Internet da parte degli adolescenti. Lo hanno scritto Patti M. Valkenburg e Joachen Peter dell’Università di Amsterdam, Amsterdam School of Communications Research.
Dopo aver considerato un’ampia letteratura sull’argomento ed aver effettuato studi longitudinali sono giunti alla formulazione di quella che loro chiamano “The Internet-enhanced self-disclosure hypotesis”, il miglioramento, dovuto all’uso di internet, dell’abilità sociale di raccontare se stessi e di stabilire efficaci relazioni sociali.
Diversamente da quanto evidenziato dagli studi sull’argomento fatti negli anno ’90 (che sostenevano l’ipotesi dell’effetto negativo dell’uso delle tecnologie della comunicazione), gli studi più recenti evidenziano un effetto opposto.
Ciò che secondo gli autori ha provocato questa inversione di impatto è l’utilizzo più generalizzato che ora si sta facendo dell’interazione on-line (dovuta ad una maggior accessibilità al pc ed alla rete, alle loro migliori performances, alla tipologia degli ambienti di social network disponibili) che rende possibile una intensa interazione tra persone conosciute che fa si che l’interazione mediata dalle tecnologie non sia altro che un’altra risorsa per i giovani per interagire tra di loro.
Studi “vecchi” evidenziavano che internet motivava i giovani ad intessere relazioni superficiali, a sprecare tempo con sconosciuti, a ridurre le relazioni sociali ed il benessere in quanto adolescenti. Questi gli “effetti riduttivi” (reduction effects). A quei tempi la maggior parte della rete sociale di una persona era ancora off-line e le relazioni off-line erano tenute separate da quelle on-line. Dall’11% di giovani on-line si è passati, ora all’84% e le dinamiche sono radicalmente cambiate. Secondo lo studio in oggetto con la facilitazione della connessione on-line e con quasi l’intero network personale anch’esso on-line, lo stare on-line non solo non riduce ma incrementa la connessione ed il benessere sociale. Questo è dovuto, secondo gli autori, all’aumento della capacità di auto-raccontarsi attraverso gli strumenti dell’interazione on-line.
Gli assunti della loro ipotesi, quindi, sono:
- la comunicazione on-line stimola il racconto di sé
- il raccontarsi on-line incrementa la qualità della relazione
- la maggior qualità della relazione migliora il benessere degli adolescenti.
Questo primo studio evidenzia le tematiche che necessiterebbero di un ulteriore investigazione e se cioè questo effetto sia correlato al tipo di tecnologia usato, al tipo di uso che se ne fa, al genere, alla così detta ansietà sociale.
Gli autori non escludono che l’interazione on-line possa generare cyber-bullismo, abuso sessuale, comportamento aggressivo dovuto alla ridotta inibizione ad essa associata.
Il paper completo lo trovate qui

http://www.psychologicalscience.org/journals/cd/18_1_inpress/Valkenburg.pdf

DULP 09 a Tor Vergata




Il 14 ed il 15 settembre all'Universita' di Roma Tor Vergata - ScuolaIaD si terrà la prima edizione di DULP:

D per Design Inspired Learning
U per Ubiquitous Learning
L per Liquid Learning Places
P per Person in Place Centred Design

Il tema?
"Ubiquitous Learning in Liquid Learning Places: challenging Technologies, rethinking Pedagogy, being Design inspired."

Nel comunicato di lancio si evidenzia che: "passata l'euforia, a quindici anni dall'esplosione di internet è giunto il momento della riflessione critica, della ricerca del Grand Challange per il Technology Enhanced Learning. ..... un fil rouge che da Piaget, Vygotskij e Dewey arriva sino ai giorni nostri sembra suggerire che il Sacro Gral dell'educazione possa identificarsi con la definizione di un framework pedagogico-tecnologico operativo in grado di riconsiderare le pratiche e l'idea stessa di formazione allo scopo di offrire supporto a forme di apprendimento che vanno assumendo un carattere temporale, spaziale e culturale sempre più ubiquo e che si svolgono in contesti sempre più liquidi e coevolutivi - organici -


Date importanti
12 Marzo Annuncio preliminare (Preliminary call for paper) 20 Aprile Ultimo annuncio (Last call for paper)
15 Maggio Data ultima per la sottomissione dei contributi
15 Giugno Comunicazione accettazione dei contributi 20 Giugno Inizio registrazione anticipata (Early registration) 30 Giugno Consegna dei contributi nella versione finale
15 Luglio Inizio registrazione posticipata (Late registration)
14 e 15 Settembre DULP '09


Temi di interesse per DULP '09

-----------------------
- analisi degli odierni "learning space" fisici e virtuali e dei processi formativi che vi si svolgono
- riflessioni sulle trasformazioni indotte dalla post-modernità sui processi di apprendimento, sulle pratiche didattiche e sulla loro relazione con le tecnologie
- prospettive teoriche per il DULP
- design, prototipazione e valutazione di artefatti, spazi sensibili e ambienti virtuali per il DULP
- sperimentazioni sul campo di processi, modalità operative e metodi per il DULP
- modalita' avanzate di monitoraggio e valutazione di processi e discenti nel DULP
- contestualizzazione e personalizzazione del DULP
- impatto, accettabilità sociale, sostenibilità psicofisica ed economica del DULP

Non si ancora notizia di un sito web per l'evento

Handbook of Emerging Technologies for Learning



L'ultimo lavoro di George Siemens, "padre del Connettivismo" Peter e Tittenbergen "Handbook of Emerging Technologies for Learning" è disponibile on-line in .pdf. Il libro è scaricabile qui . Il libro viene aggiornato nel wiki associato.
Questi i capitoli del libro:
- Change Pressures and Trends
- What we know about learning
- Technology, Teaching, and Learning
- Media and technology
- Change cycles and future patterns
- New Learners? New Educators? New Skills?
- Tools
- Research
George è certamente una delle "giovani" menti più brillanti nella riflessione pedagogica e didattica sull'apprendimento nell'era delle tecnologie digitali e della rete.
Molto interessante anche il suo precedente libro "Knowing Knowledge", anche questo scaricabile free.

sabato 7 marzo 2009

Corsi e ricorsi; dall'e-learning alla LIM



Ho dei sospetti. Che la storia si ripeta
.

Ricordate i bei tempi in cui tutti a paralare di e-learning?
All'entusiasmo si è presto sostituito lo scietticismo ed il rifiuto. Poi, dalle sua proprie ceneri - novella araba fenice - una ripartenza più ponderata, riflettuta, circostritta, riposizionata, relativizzata.
Motivo? Le attese miracolistiche, le false promesse, le ipoerboli. Tanto fumo e poco arrosto.
Si è, quindi, parlato di "morte dell'e-learning". link
L'e-learning è stato definito un "bandwagoon", una "buzzword". Parola con cui riempirsi la bocca; carro su cui saltare.
Qualcuno aveva anche parlato di una gigantesca operazione pubblicitario-mediatica sostenuta acriticamente dalla stampa solo per non perdere i proventi pubblicitari.
">La stampa ed i mass.media sono stati accusati di rilanciarne i "benefici" senza alcuna verifica della sensatezza di quanto chi aveva un evidente interesse economico a piazzare l'e-learning; Industria e media erano stati accusati di proclamarne e venderne i "benefici" senza basare le proprie affermazioni sui risultati della ricerca ed usando un linguaggio ed argomentazioni tipiche del marketing.
Da quel che vedo in giro, mi pare che lo stesso si stia verificando a proposito delle lavagne magiche:
  • stessa enfasi sulle proprietà taumaturgiche
  • stesso pressione commerciale
  • stesso pensiero approssimativo
  • stessa corsa a "mettere il cappello"
Ciò che mi sembra essere minimamente cambiata è la velocità di reazione alla bufala: già si parla di LIM 2.o ad indicare un diverso modo di intendere ed usare lo strumento rispetto a quanto fatto nel (recentissimo) passato.

Sono comunque convinto che le LIM (come tutte le altre tecnologie) troverano una loro ragion d'essere solo quando si saranno dimenticate e non saranno più al centro del discorso e si parlerà solo di insegnamento e di apprendimento. Usando, se e quando serve, il pc, il gesso, il libro, la lim, la vecchia e cara lezione diretta, il lavoro di gruppo, il gioco .......



http://oltreelearning.blogspot.com/2008/06/e-learning-handbook.html