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sabato 28 marzo 2009

Le libertà fondamentali su Internet



E' di due giorni (26.03) fa risoluzione del Parlamento Europeo sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet che sancisce senza ambiguità il concetto che Internet è, oggi, uno degli strumenti fondamentali per garantire la libertà di pensiero e di espressione alle persone ed invita gli stati membri ad emanare normative in coerenza con questi principi.
In sintesi (Corriere della Sera on-line):
1) Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione»;
2) «può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva»;
3) il monitoraggio del traffico web «non può essere giustificato dalla lotta al crimine»;
4) l’accesso a internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private»

Mi auguro che piccoli politici nostrani si rendano conto che mettere le mutande ad internet è mettersi fuori dalla storia,

Grazie a Maria Grazia Fiore per l'input


giovedì 19 marzo 2009

Chi la fa, l'aspetti



Ovvero, microsociologia (alla polenta e salsicce) delle relazioni familiari. Ovvero, chi controlla chi.
Cosa mi è successo?
Come ogni genitore di un adolescente minimamente attento all'educazione della prole, qualche tentativo di rendere consapevole i figli delle implicazioni di certe condotte lo faccio anch'io con alteri risultati. Uno dei temi su cui mi soffermo è - come ovvio - l'uso (scriteriato, compulsivo, invasivo ...) di internet. Non sono, però, mai giunto alla "proibizione" ne, tantomeno, all'adozione di provvedimenti materiali come buttare nella spazzatura il PC e modem annesso.
Il giovane (17 anni) ha imprato la lezione e quando passa per il mio studio, sarcasticamente lancia un: "vuoi vedere che hai una finestra aperta su Facebook?". Lui su FB non c'è, forse perchè ritiene che di pazzi ne basti uno per famiglia.
Orbene, stamattina, dopo giorni di assenza per lavoro accendo il pc di studio, mi collego ad internet, scarico la posta, guardo le ultime notizie ANSA e, finalmente, Facebook.
Ma non posso accedere. L'URL è bloccato!!!!!!!
Ecco il simpatico messaggio di feedback:

Attempt to Accept Pages Blocked by Url Filtering Control!!!!
You have tried to access the web site that is not allowed by the Url Filtering Control.
To access the website, please login the router and change the Url Filter configuration under the Firewall
.


L'infame si è dimostrato più cinico e sadico del padre (aderendo così alla mia ingiunzione: " i figli dovrebbero essere migliori dei padri") e, dato che il governo del router è stato delegato a lui e dato che non è proprio uno sprovveduto in fatto di informatica, ha pensato bene di darmi una lezione attivando un filtro .....

Per ora aggirerò il suo "divieto" usando il telefonino e quando ritornerà da scuola ...

giovedì 12 marzo 2009

Adolescenti ed Internet, un paper



Mi sono imbattuto in un interessante paper (di prossima pubblicazione su "Current Directions in Psychological Science" che discute le conseguenze sociali dell’uso di Internet da parte degli adolescenti. Lo hanno scritto Patti M. Valkenburg e Joachen Peter dell’Università di Amsterdam, Amsterdam School of Communications Research.
Dopo aver considerato un’ampia letteratura sull’argomento ed aver effettuato studi longitudinali sono giunti alla formulazione di quella che loro chiamano “The Internet-enhanced self-disclosure hypotesis”, il miglioramento, dovuto all’uso di internet, dell’abilità sociale di raccontare se stessi e di stabilire efficaci relazioni sociali.
Diversamente da quanto evidenziato dagli studi sull’argomento fatti negli anno ’90 (che sostenevano l’ipotesi dell’effetto negativo dell’uso delle tecnologie della comunicazione), gli studi più recenti evidenziano un effetto opposto.
Ciò che secondo gli autori ha provocato questa inversione di impatto è l’utilizzo più generalizzato che ora si sta facendo dell’interazione on-line (dovuta ad una maggior accessibilità al pc ed alla rete, alle loro migliori performances, alla tipologia degli ambienti di social network disponibili) che rende possibile una intensa interazione tra persone conosciute che fa si che l’interazione mediata dalle tecnologie non sia altro che un’altra risorsa per i giovani per interagire tra di loro.
Studi “vecchi” evidenziavano che internet motivava i giovani ad intessere relazioni superficiali, a sprecare tempo con sconosciuti, a ridurre le relazioni sociali ed il benessere in quanto adolescenti. Questi gli “effetti riduttivi” (reduction effects). A quei tempi la maggior parte della rete sociale di una persona era ancora off-line e le relazioni off-line erano tenute separate da quelle on-line. Dall’11% di giovani on-line si è passati, ora all’84% e le dinamiche sono radicalmente cambiate. Secondo lo studio in oggetto con la facilitazione della connessione on-line e con quasi l’intero network personale anch’esso on-line, lo stare on-line non solo non riduce ma incrementa la connessione ed il benessere sociale. Questo è dovuto, secondo gli autori, all’aumento della capacità di auto-raccontarsi attraverso gli strumenti dell’interazione on-line.
Gli assunti della loro ipotesi, quindi, sono:
- la comunicazione on-line stimola il racconto di sé
- il raccontarsi on-line incrementa la qualità della relazione
- la maggior qualità della relazione migliora il benessere degli adolescenti.
Questo primo studio evidenzia le tematiche che necessiterebbero di un ulteriore investigazione e se cioè questo effetto sia correlato al tipo di tecnologia usato, al tipo di uso che se ne fa, al genere, alla così detta ansietà sociale.
Gli autori non escludono che l’interazione on-line possa generare cyber-bullismo, abuso sessuale, comportamento aggressivo dovuto alla ridotta inibizione ad essa associata.
Il paper completo lo trovate qui

http://www.psychologicalscience.org/journals/cd/18_1_inpress/Valkenburg.pdf