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giovedì 26 marzo 2009

Corsi e ricorsi: dall'e-learning alla LIM



Ho dei sospetti. Che la storia si ripeta
.

Ricordate i bei tempi in cui tutti a paralare di e-learning?
All'entusiasmo si è presto sostituito lo scietticismo ed il rifiuto. Poi, dalle sua proprie ceneri - novella araba fenice - una ripartenza più ponderata, riflettuta, circostritta, riposizionata, relativizzata.
Motivo? Le attese miracolistiche, le false promesse, le ipoerboli. Tanto fumo e poco arrosto.
Si è, quindi, parlato di "morte dell'e-learning". link
L'e-learning è stato definito un "bandwagoon", una "buzzword". Parola con cui riempirsi la bocca; carro su cui saltare.
Qualcuno aveva anche parlato di una gigantesca operazione pubblicitario-mediatica sostenuta acriticamente dalla stampa solo per non perdere i proventi pubblicitari.
">La stampa ed i mass.media sono stati accusati di rilanciarne i "benefici" senza alcuna verifica della sensatezza di quanto chi aveva un evidente interesse economico a piazzare l'e-learning; Industria e media erano stati accusati di proclamarne e venderne i "benefici" senza basare le proprie affermazioni sui risultati della ricerca ed usando un linguaggio ed argomentazioni tipiche del marketing.
Da quel che vedo in giro, mi pare che lo stesso si stia verificando a proposito delle lavagne magiche:
  • stessa enfasi sulle proprietà taumaturgiche
  • stesso pressione commerciale
  • stesso pensiero approssimativo
  • stessa corsa a "mettere il cappello"
Ciò che mi sembra essere minimamente cambiata è la velocità di reazione alla bufala: già si parla di LIM 2.o ad indicare un diverso modo di intendere ed usare lo strumento rispetto a quanto fatto nel (recentissimo) passato.

Sono comunque convinto che le LIM (come tutte le altre tecnologie) troverano una loro ragion d'essere solo quando si saranno dimenticate e non saranno più al centro del discorso e si parlerà solo di insegnamento e di apprendimento. Usando, se e quando serve, il pc, il gesso, il libro, la lim, la vecchia e cara lezione diretta, il lavoro di gruppo, il gioco .......

martedì 24 marzo 2009

LIM al CREMIT, i materiali del seminario



Avevo ampiamente relazionato qui sul seminario sulle LIM tenutosi alla Cattolica - CREMIT lo scorso 6 marzo.

Qui racconto la parte iniziale dell'evento con l'intervento di Tosi Agenzia Scuola ex INDIRE. Interessanti (o inquietanti?) i numeri.

Qui ho riassunto gli interventi di Antonietti e di Rivoltella

Qui riprendo il report di monitoraggio del progetto DiGiScuola sulle LIM presentato da Gloria Sisini

Qui ho scritto le mie "conclusioni" (cioè cosa avevo imparato)

Sono ora on-line, nel sito del CREMIT, i materiali del seminario.

Grazie, quindi, a Pier Cesare Rivoltella ed a tutto il team CREMIT

sabato 14 marzo 2009

Mario Agati è un grande: dopo le LIM si è arreso




Mario Agati, il tenutario del mitico blog "Wild Web Chapinering”, (rinominato "tecnologie per crescere") ha raggiunto l’apice della sua riflessione e della sua narrazione. Lo ha fatto con il post “Dopo le LIM mi arrendo” dove con gustosissima narrazione manifesta senza più difese e pudori il proprio sconforto esistenziale di insegnante che ha sempre creduto, con pensiero distaccato e critico, nelle tecnologie.

………………. quando dall’esile armadietto che bivacca stanco …….. è scivolato a terra ………….. la cartellina color preservativo del recente convegno sulle LIM. Ci sono stato a quel convegno qualche giorno fa. Con l’ispettore, e il provveditore, e il fresco dirigente promosso per parentali meriti, e lo stuolo incravattato di periferici epigoni di guro ipermediali. A vendere se stessi e le nuove certezze di una nuova rivoluzione didattica che avverrà grazie alla profusione di mirabolanti lavagne interattive in ogni quando e in ogni dove.
….
A turno, con l’immancabile rosario di slides dalle scrittine blu e col sorriso incollato da entusiasmo prezzolato, i gurettini de noialtri ci hanno annunciato il verbo: …………………
Sono le stesse impavide orazioni che si proferivano decenni fa per le promettenti magie educative della videoscrittura, e poi degli ipertesti, e poi dei programmi autore, e poi dell’HTML, e poi della tecnologia flash, e poi di powerpoint, e poi di moviemaker, e poi di moodle, e poi dei socialnetwork e poi…
E intanto la scuola (superiore) è rimasta tale e quale. Il luogo imperituro dell’oratorio e della liturgia frontale.


Leggetelo tutto nel blog. Di Agati Mario.
Ed invogliatelo a non mollare. Ci mancherebbe. Ma non ci mancherà. Ne sono certo. Starà sempre con noi. Sempre più incazzato. Sempre più sfiduciato. Ma non mollerà mai. Continuerà imperterrito a torturarci con la sua coscienza critica.
Il grassetto è mio.

sabato 7 marzo 2009

Corsi e ricorsi; dall'e-learning alla LIM



Ho dei sospetti. Che la storia si ripeta
.

Ricordate i bei tempi in cui tutti a paralare di e-learning?
All'entusiasmo si è presto sostituito lo scietticismo ed il rifiuto. Poi, dalle sua proprie ceneri - novella araba fenice - una ripartenza più ponderata, riflettuta, circostritta, riposizionata, relativizzata.
Motivo? Le attese miracolistiche, le false promesse, le ipoerboli. Tanto fumo e poco arrosto.
Si è, quindi, parlato di "morte dell'e-learning". link
L'e-learning è stato definito un "bandwagoon", una "buzzword". Parola con cui riempirsi la bocca; carro su cui saltare.
Qualcuno aveva anche parlato di una gigantesca operazione pubblicitario-mediatica sostenuta acriticamente dalla stampa solo per non perdere i proventi pubblicitari.
">La stampa ed i mass.media sono stati accusati di rilanciarne i "benefici" senza alcuna verifica della sensatezza di quanto chi aveva un evidente interesse economico a piazzare l'e-learning; Industria e media erano stati accusati di proclamarne e venderne i "benefici" senza basare le proprie affermazioni sui risultati della ricerca ed usando un linguaggio ed argomentazioni tipiche del marketing.
Da quel che vedo in giro, mi pare che lo stesso si stia verificando a proposito delle lavagne magiche:
  • stessa enfasi sulle proprietà taumaturgiche
  • stesso pressione commerciale
  • stesso pensiero approssimativo
  • stessa corsa a "mettere il cappello"
Ciò che mi sembra essere minimamente cambiata è la velocità di reazione alla bufala: già si parla di LIM 2.o ad indicare un diverso modo di intendere ed usare lo strumento rispetto a quanto fatto nel (recentissimo) passato.

Sono comunque convinto che le LIM (come tutte le altre tecnologie) troverano una loro ragion d'essere solo quando si saranno dimenticate e non saranno più al centro del discorso e si parlerà solo di insegnamento e di apprendimento. Usando, se e quando serve, il pc, il gesso, il libro, la lim, la vecchia e cara lezione diretta, il lavoro di gruppo, il gioco .......



http://oltreelearning.blogspot.com/2008/06/e-learning-handbook.html

venerdì 6 marzo 2009

Le LIM al CREMIT - cosa ho imparato

Ho ascoltato con attenzione (e con il mio abituale atteggiamenmto critico) tutte le presentazioni ed ho tratto i seguenti insegnamenti:
- le LIM sono un fiume in piena. Innarrestabile
- converrebb, come sempre e come è giusto, la solita corsa per occupare le posizioni migliori (e più redditizie) tanto per chi piazza la macchina che per chi offre servizi
- dato che ci sono, si cerca di dare loro un senso (dato più evidente) e su questo tutte le nostre menti migliori ci stanno dando, per fortuna, dentro
- questo "miglioramentO" della didattica lo si cerca (per ora senza grandi risultati, pare) nell'alveo del costruttivismo
- si evidenzia un uso prevalente che viene chiamato di tipo "1.0" e si auspica una evoluzione verso un uso "2.0"
- se ne parla nella prospettiva di un uso come strumento che dovrebbe diventare "normale", come dotazione dell'aula, come strumento per il docente
- ci si accorge che da sola, la LIM non porta tanto lontano e si inzia a vederla collocata all'interno di un setting, concettuale ma anche tecnologico, più ampio e ricco
- i suggerimenti "intelligenti" sull'uso evidenziano utilizzi che si possono fare TUTTI anche senza la LIM
- la LIM come "pretesto" per innovare la didattica e più in generale le pratiche scolastiche. Un pretesto piuttosto costoso.

Super-conclusione: è chiaro che il problema non è la tecnologia, la sua disponibilità, la capacità di usarla (nulla di quanto vede nelle LIM la soluzione, può essere affrontato con altre modalità e con altri strumenti e non pare proprio che le LIM possano offrire di più e di meglio se non in qualche caso ben delimitato).
Il vero problema è la capacità del nostro sistema educativo di migliorarsi innovandosi. Ed in questa direzione non vedo segnali tanto incoraggianti. Il puntare sulle LIM mi pare tanto frutto di un pensiero approssimativo alla soluzione del vero problema.

Super-super-conclusione: la LIM? meglio averla che non averla. Tanto, i problemi ci sono sempre.

Le LIM al CREMIT 3

Seconda parte della mattinata con due interventi scientifici: le LIM viste dalla prospettiva della psicologia dell'apprendimento e da quella didattica.
La prospettiva psicologica a cura di Alessandro Antonietti, Cattolica, servizo di Psicologia dell'Apprendimento.
Il relatore si domanda se gli effetti siano adeguati alle ragioni per cui lo strumento si è usato. E' solo un rimedio alla disaffezione degli studenti o va ad incidere nei processi cognitivi? Non ho capito quale risposta sia stata data. Mi pare che il suo intervento si sia focalizzato su una questione, comunque, interessante.
Di fronte ad un oggetto nuovo scattano le affordance presenti nell'oggetto stesso ed in più l'utilizzatore ci aggiunge le sue rappresentazioni.
Da come l'oggetto sarà usato si evince quanto bene l'oggetto è stato costruito
Lo strumento porta le sue affordance; l'utlizzatore ci porta ed aggiunge le sue rappresentazioni
Da quel che si è visto, si potrebe dire che fino ad ora solo alcune delle potenzialità delle LIM siano state usate. E' una lavagna? uno strumento multimediale? uno strumento interattivo?
lo studente percepisce ciò che rende meno noiosa, più divertente la lezione. Il ruolo dell'insegnante come mediatore tra le ragioni per cui l'oggetto è stato costruito e come l'utente lo vede spontanlemente.
Va considerato il contesto d'uso caratterizzato dall'interazione di Bisogni/obiettivi - strumento -uso - effetti a livello di progettista, insegnante, studente.
Attenzione: potrebbe avvenire un processo innaspettato oltre a quanto previsto dall'insegnante: non rendere semplicistico l'uso e lasciare spazio alla creatività dello studente.

Le LIm nella prospettiva didattica sono oggetto del successivo intervento di Pier Cesare Rivoltella.
I racconti di emancipazione (tecnologica) hanno la funzione di introdurre, sovradeterminare, far circolare la tecnologia.
Il racconto della LIM si articola attorno alla scuola, al cambiamento e all'innovazione didattica.
Cos'è l'innovazione didattica? E' una questione di strumenti? di formati tecnologici? di ambienti/setting della classe? di destrutturazione del lavoro scolastico? di rendere più informale l'educazione formale?
Lezioni con lim 1.0
- permananza della frontalità
- impostazione one-way nei rapprti docente studente
- sistema di lavoro basato sulla esecuzione dei compiti vs collaborazioe
- orientamento all'esecuzione degli oggetti (come nella scuola della multimedialità)?
con questi usi/approcci potrebbe non cambiare nulla pur cambiando tutto.
Allora, piste di lavoro perchè cambi qualcosa.
2 premesse
- il frame drammaturgico (il lessico teatrale, uno sfondo che si popola di scenari, un testo che è una sceneggiatura, scrittura di scena, i protagonisti: autore, attore.La lezione, la dimensione narrativa, il digital storytelling, la dimesione performativa)
- il frame percettivo (ergonomia della LIM: il primato della percezione tattile,continuità con l'esperienza del bambino e la visualizzazione e la manipolazione dell'artefatto-concetto e l'estroflessione della mente Papaer - Piaget).La multimedailità, la molteplicità dei punti di accesso alla conoscenza Gardner
2 strategie
- la classe-laboratorio. Centrata sul fare, il learning by-doing, la scrittura collaborativa, il file-sharing ed il video making, il podcasting
- la comunità di apprendimento (la classe come comunità di apprendimenmto, didattica metacognitia, il problem solving; le pratiche come lezione dialogata e la costruzione condivisa di conoscenza)
Quali usi della LIM?
- sistema di rappresentazione
- spazio di scrittutra collaborativa
- come faciliutore (ausilio e supporto)
- amplificatore degli apprendimento con sw dedicati
- spazio di socialità
- mediazione culturale (user generated content)
- ambiente di comunicazione

Maggiori dettagli nel sito del CREMIT

Le LIM al CREMIT 2

Con lo slogan "Active Classroom" un tecnico dell'azienda d formitrice di LIM che sponsorizza l'evento, si esibisce in una gustosa performace teatrale per dimostrare la ricchezza delle stesse.
Come non rimanerne impressionati? Posso dire che, certamente, si dinamizza l'insegnamento. Ma l'apprendimento? Ne beneficia? Se si, come? Non vedo ancora l'allievo che si attiva (cognitivamente, non manualmente). Sempre l'insegnante al centro!!!
Glooria Sinini presenta i dati di un monitoraggio DiGiScuola, un grande progetto di sperimentazione e ricerca sulle LIM (parole sue). Docenti mediamente soddisfatti dell'uso della LIM con un uso discontinuo pur avendo la lavagna in classe. Vantaggi: incremento dell'intresse degli studenti per la didattica ; si aprono spazio per nuove pratiche didattiche che scardinano il ruolo tradizionale dell'insegnante. Criticità: tanto tempo per prepararsi. Con la pratica si hanno "risparmi" anche attraverso il riuso.
Scenari per l'uso della LIM:
- come ponte tra passato (didattica trasmissiva) e futuro (didattica attiva),
- come strumento per l'integrazione di diversi sistemi di apprendimento (il riferimento è alle teorie degli stili di apprendimento, delle intelligenze multiple) oltre la funzione logica e verbale con la visiva e cinestesica,
- per la partecipazione degli studenti (ottima partecipazione e buon interesse).
Dalla ricerca emergono diversi profili d'uso collocati all'interno di uno spazio caratterizzato da un continuum che ha come estremi l'uso come strumento di rappresentazione e ambiente di costruzione (strumentale - critico); e dal un secondo che va dalla didattica trasmissiva a quella costruttivista.
I 4 profili d'uso che emergono sono:
- rappresentazione (si usa per rappresentare contenuti)
- linguaggio naturale degli studenti (si sfruttano le loro modalità normali di comunicazione)
- co-costruzione tra docenti
- co-costruzione con studenti
Solo 14% didattica costruttivista; dominante è l'uso "strumentale".

giovedì 5 marzo 2009

Le LIM al CREMIT



Il mio pensiero sulle LIM, le mitiche "lavagne magiche" che cambieranno (in meglio) la nostra scuola, è noto. Ho affermato che non sono "innovative"; ho detto che non sono le "nuove tecnologie"; che non sono il "futuro della scuola"; che parecchi altri colleghi attenti alla questione dell'autentica innovazione nella scuola sono su questa posizione; ho presuntuosamente dato dei consigli a chi voglia mettere le LIM nelle scuole; ho associalto le LIM agli e-book e più in generale ai "contenuti digitali" quale innovazione contrabbandata; non ho trovato convincente l'idea di teatralità didattica per giustificare l'uso delle LIM.
Ho parlato a lungo con persone che le usano e che le vendono; ho assistito a dimostrazioni; ne ho, perfino, trattato l'acquisto per "uso personale", ma ho desistito per l'elevato costo dello sfizio.
La mia idea è quella che, nel migliore dei casi, sia meglio averla che non averla. Una periferica in più non guasta.
Nonostante ciò, voglio capire se ci sia davvero del buono, dell'utile, dell'innovativo in questo nuovo ritrovato del marketing e per questo domani andrò a Milano al CREMIT - Cattolica per ascoltare Rivoltella ed altri autorevoli personaggi che ne parlano. La scuola digitale è il titolo dell'evento. Relazionerò qui a breve.

sabato 8 novembre 2008

Quali sono le "nuove tecnologie"?




Due notizie (culturalmente agli antipodi) nell'ultima newsletter Sophia_Inrete mi solleticano questa riflessione. La prima "Quando la rete è materiale didattico"; la seconda "Il futuro arriva sui banchi di scuola con le Lavagne Interattive Multimediali" .

Nella prima si dà conto di come (negli US, portroppo...) "....gli insegnanti stanno cedendo alla rete, non temono più di scontrarsi con un coacervo di amenità che travia gli studenti dal loro impegno per costruirsi una cultura: sguinzagliano i ragazzi online e li invitano ad appropriarsi delle tecnologie per raccogliere materiale per le ricerche e portare a termine i loro compiti”. Il tutto da una indagine che ha coinvolto 1426 insegnanti statunitensi.
Mi pare un eccellente approccio per superare la rigidità del libro di testo. Parecchi insegnanti già lo fanno. C’è da augurarsi che tanti altri li seguano. La rete, è certamente meno rassicurante (vuoi mettere seguire pagina-dopo-pagina un bel libro di testo?) ma un vero ambiente per attivare processi cognitivi.
Perché, poi, il …cedere alla rete, il …..non temere …..? Riusciamo a superare l’approccio alle tecnologie come adattamento a fatti ineluttabili? Come una realtà alla quale non si può più sfuggire e con cui conviene scendere a patti? Riusciamo a percepirne il grande valore aggiunto?

Nella seconda si afferma che con le LIM “ …la lavagna ha riacquistato il suo ruolo centrale dell'attenzione, è ritornata ad essere la prima donna...” e più avanti “…si tratta di un enorme balzo in avanti dell'informatica e della telematica, che porta gli studenti verso la cultura, la conoscenza, verso il futuro”.
Una riflessione: è proprio la LIM che porta il futuro in classe? O è il bravo insegnante con la sua didattica a farlo?




giovedì 30 ottobre 2008

Consigli a chi voglia dotare la scuola di LIM



Il mio pensiero sulle Lavagne Interattive Multimediali è ben noto a chi mi segue in questo spazio.
A prescidere dal mio pensiero, sintetizzabile in: "non sono ne un bene ne un male; sono irrilevanti rispetto agli obiettivi (innovazione, miglioramento della didattica) che si decantano", mi permetto di dare a dirigenti scolastici, dirigenti di strutture pubbliche, assessori e decisori vari un piccolo consiglio.
Non parlatene con entusiasmo, non presentatele come una innovazione, non promettete miracoli. Siate sobri, fate come nulla fosse, presentatele sottovoce, a luci spente e, soprattutto, non approcciatele con un pensiero semplicistico.
Oerchè? Le LIM, in quanto tali:
- non innovano nulla, possono rivelarsi quanto di più trazionale sia mai passato per una scuola
- non risolvono alcun problema, anzi ne possono creare parecchi
- non migliorano la didattica, un bravo insegnante è bravo anche senza la LIM, uno pessimo non migliora usando la LIM.
- non migliorano i risultati della scuola; paradossalmente, i bravi insegnanti potrebbero diventare ancor più bravi ed i peggiori, diventare pessimi. Il solco si allarga.
Il problema era, è e sarà la didattica. Con o senza la LIM; con o senza il PC ed Internet.
E per affrontare il "problema" delle competenze didattiche degli insegnanti, non esistono scorciatoie; non serve semplificare il problema.
Serve lungo ed intelligente lavoro.
Non si potranno avere risultati immediati (da spendere, ad esempio, in campagna elettorale).
Conclusione: spendete soldi per le LIM solo se siete certi che quei fondi non potrebbero essere spesi meglio. Per problemi più pressanti, per azioni a maggior impatto.
E se proprio volete avventurarvi nell'impresa di dotare le vostre scuole della LIM, iniziate con il comperarne 1, 2, al massimo 3. Datela ad un "bravo" insegnante, bravo nella didattica, volenteroso, sperimentatore, trascinatore .... (se ne trovano più di qualcuno) e fategliela sperimentare. Fatelo, magari, aiutare da un bravo consulente. Dopo che questo bravo insegnante sarà in gradio di raccontare dove, come, quando perchè l'uso della LIM ha migliorato l'apprendimento dei suoi studenti, fate pubblicità di queste pratiche ed aspettate che altri insegnanti vi chiedano una LIM anche per loro. Dopo di che, e solo dopo di che, allargate pure i cordoni della borsa