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martedì 29 aprile 2008

Dove mangio a .... Taranto

Forse troppo limitate le mie esperienze in merito, ma a Taranto si mangia bene me non benissimo. Cose, ovviamente, buone se capiti nel posto giusto. A parte le cozze alla tarantina (gratinate), non ho conosciuto altro di tipico. Forse nella cucina di terra si trova più tipicità. Parere fondato su un numero molto limitato di casi, ripeto.

La Fattoria, Via Abruzzo, 9. 099 7371161. A dispetto di un nome che prelude ad un posto rustico, ci troviamo in un locale di sobria eleganza e di un servizio professionale. Antipasti di mare molto curati, leggeri e gustosi (anche se si pasteggia ad acqua causa recupero serate impegnative con "cattive compagnie"). Due eccellenti spaghetti rossi alle veraci e via a smaltire nel lungomare tra sole, vento, raffreddore e mal di gola.

La Veccha Taranto, Piazza S. Egidio, Borgo antico, 099 4709000. Grazie alla tarantina Claudia, un incontro di Blog Diattici. Nella vecchia Taranto, zona porto pescherecci. Arredo sobrio, servizio idem. "Solito" giro di antipasti in cui troneggiano le cozze tarantine al naturale e con una gratinatura in cui ci deve essere del pecorino. Non arrischio la grigliata mista e chiudo con una buona pasta ai frutti di mare. Menù ripetitivo? Ruspante nella qualità e nel prezzo. Cost effective, direbbero gli anglofoni.

La taverna dei saraceni, via Duomo, 262. 099 4608030. Proprio quello cercavo, un posto ruspante, autentico, fuori dalle guide (che comunque seguo). Nella città vecchia, a pochi passi dal ponte girevole. Il consiglio di un commerciante (“si mangia benissimo, 12 € antipasto, primo e secondo”) mi porta in un buco che forse avrei evitato. Si comincia con una bruschetta con olio eccellente e pane sapientemente abbrustolito. Seguono alici marinate, polipo in insalata, impepata di cozze e cozze gratinate, polpettìne in sugo rosso. Salto, per vergogna, la trippa. Mozzarelline, salsicce con cime di rapa e ricotta grattugiata, il tutto giustamente piccante. Cancello il fritto, pessimisticamente ed inconsapevolmente ordinato ad inizio pasto. Con malinconia vedo passare sontuose e profumatissime paste fresche. Me la cavo con 14 € ed il dispiacere di non avere un doppio stomaco. Gentilissimi i proprietari di questo buon posto aperto da appena un anno ma che fonda sulla qualità e sul giusto prezzo la sua presenza nel mercato tarantino della ristorazione. Per fortuna ho almeno mezz’ora a piedi sul lungomare prima di arrivare in albergo.

domenica 20 aprile 2008

Dove mangio a .... Gubbio

Grande terra l'Umbria anche per l'eno-gastronomia!!!
Nella pur breve presenza del V^ Seminario sui blog didattici, ho avuto modo di apprezzare le bontà della cucina eugubina grazie anche alla grande amicizia dimostrata da Maria Teresa e da suo marito Sergio.
Grotta dell'Angelo, Via Gioia, 47. 075 0273438. In un vicoletto del centro storico, fuori dai percorsi turistici e, forse anche per questo, di eccellente qualità.
Antipasti egubini con la presenza di alta norcineria locale. Pasta fatta in casa e carne alla griglia su brace "vera" di legna. Da non perdere il fegato di maiale con l'alloro. Anche albergo; poche camere, semplici (2 stelle), pulite ed accoglienti. Giuliva e Silvano Cecchini ti fanno sentire a casa tua.

La vecchia locanda, Via Settestrade, 075 927 2443. Appena fuori dal centro, in luogo ameno tra i campi, si incontra la cucina della tradizione. Eccellente crescia (una specie di piadina, tanto per avere un riferimento) con salumi e coratella (da non perdere). Ottimi primi con pasta fatta in casa (gnocchi con sugo di piccione). Tra i secondi, il fricco (si chiama cosi?), pollo e coniglio in umido rosso. Altro posto da non perdere
Se siete in viaggio e transitate sulla statale, poco prima di arrivare a Gubbio da Fano, sulla sinistra il bar-ristoro La Valle. BISOGNA fermarsi. Una grande varietà di crescia imbottita. Io mi sono fatto quella con la salsiccia e l'erba spontanea. Quasi un pranzo. Qualità superba. Potete anche fare acquisti per far godere chi è rimasto a casa delle bontà locali. Crescia, salumi, formaggi.
Non lo avrei mai creduto, ma a Gubbio sono di tradizione anche i cappelletti (attenti a non chiamarli tortellini, potreste farvi dei nemici) ed i passatelli. Buoni quelli che vendono da Sonia Marsilli, Via Falcucci. Già che ci siete, passate dal vicino panificio a prendere la focaccia al formaggio.
Programmate, poi, un paio di settimane di digiuno.

giovedì 10 aprile 2008

Dove mangio a .... Roma

Difficile dirlo. Ci sono stato talmente tante volte (c'ho lavorato "quasi" fisso per 5 anni...) che c'è solo l'imbarazzo della scelta. Vado a ritroso ed aggiorno quando mi ricordo di segnalare qualcosa che merita. A Roma si mangia bene ovunque, basta uscire dai posti canonici dei turisti. I prezzo sono più che convenienti, specie se si considerano quelli che medi qui da noi (da segnalare negativamente per i prezzi, il veneziano).

Trattoria da Enrico, Via Michele di Lando, 28, 06 44237738. Zona piazza Bologna, comodo per chi va l'ISFOL. Ho mangiato una grandiosa orecchiette con vongole veraci e fiori di zucca, ma c'è tutta la tradizione romana. Eccellente il pesce al forno con patate e pomodori. Pranzo completo sui 30 euri

Trattoria Cadorna, Via Cadorna, 12. 06 4827061.
Vicino al ministero delle tasse, in via XX Settembre. Eccellente cucina romana. Attenti agli antipasti: una porzione vale un primo abbondante. Non perdetevi i fritti di pane. Primi nella più schietta tradizione: amatriciana, gricia, carbonara, cacio e pepe; una porzione supera abbondantemente l’etto e mezzo di pasta (non sono mai riuscito a finirne una). Regolatevi. Grandiosa e profumatissima la zuppa di verdure. Secondi di carne (coda alla vaccinara, abbacchio, trippa…), e (poco) pesce. Da provare, anche, il misto alla griglia di pesce povero.

Trattoria da Giggetto al Portico d’Ottavia, Via del Portico d’Ottavia 21/A 06 6861105
Gestione familiare da almeno 3 generazioni. Locale che offre garanzie nella qualità e nel servizio anche se un po’ troppo rumoroso. Cucina romana e giudaica. Carciofi alla giudia, filetti di baccalà, supplì, fiori di zucca come antipasti “leggeri”, le classiche pastasciutte, ottime e con porzioni più “umane” di quelle del Cadorna puntarelle in salsa d’alici, trippa Ottima la mozzarella in carrozza; come la fanno a Napoli, con una sola fetta di pane.

Trattoria Edy, Via del Babuino, 4. 06 3601738.
Vicino a piazza del Popolo e via Margutta (sempre bellissima anche se piena di locali chic). Pochi posti; qualcuno in più con il bel tempo nella terrazza esterna. Buona cucina romana. Da provare le melanzane alla parmigiana. Tra i primi, da segnalare gli spaghetti in cartoccio con misto mare e quelli alle veraci. Grazie alla presenza di un amico esperto di pesce (gestisce il Mascaron a Venezia), scopro perché le veraci qui a Roma sono più buone delle nostre (venete): sono del tipo a “scorsa fina” (guscio sottile), più tenere e saporite delle nostre. A Roma, poi, si saltano con del peperoncino.

domenica 8 luglio 2007

Dove mangio a .... Macerata

Prosegue l'abbinata mente&corpo con "i miei preferiti" scoperti in occasione di SIeL 2007.
Sono partito per Macerata con la morte nel cuore (eno-gastronomicamente parlando) in quanto le mie 3 guide di riferimento (Osterie d'Italia, Espresso e Michelin) davano tutte e tre solo un riferimento. Andremo alla scoperta .....

First choice, Ristorante da Secondo, in pieno centro storico, Via della Peschiera Vecchia 26, Tel. 0733 260912. Siamo stati sommersi da una grande quantità di "saluti dalla cucina" (tutti in conto!!!) di eccellente fattura in cui primeggiava il fritto alla Maceratese (olive, zucchine ed altre verdure e crema). Ottimo il primo, spaghetti alla chitarra fatti in casa con ragout di coppa e pomodoro fresco. In menù, molta tradizione (i salumi, i ragout di papere per pasta e gnocchi, vincisgrassi...). Molto simpatico e professionale il personale. Piacevole il cenare in terrazza.


Ristorante Da Rosa, anche qui in centro storico, Via Armaroli 17, 0733 26014. Ottima cucina e servizio. Menù della tradizione con qualche innovazione su prodotti di territorio. Serie di antipasti con abbondante scorzone (stagione e territorio vocato); in mancanza del tartufo "vero" ci si può accontentare. Immancabile ed eccellente fritto maceratese. Finalmente i tanto citati Vincisgrassi, tipo lasagne alla bolognese ma con un ragout più saporito e, mi pare, senza besciamella . Tanti hanno mangiato anche la carne in diverse maniere (es: filettino con i fichi).

Da non dimenticare nel segno della vera tradizione:
  • Varnelli, liquore all'anice molto profumato e secco
  • Vino di visciole, ciliegie macerate. Molto dolce, "da donne" si direbbe in perfetto stile maschilista.

martedì 19 giugno 2007

Dove mangio a Napoli

Non di solo sapere vive l'uomo (e la donna), quindi continuo con la rassegna gastronomica legata ad "impegni" professionali.
Napoli non fa rima solo con Eden (per la fortuna di tutti).

Credo si debba essere particolarmente sfortunati per mangiare male a Napoli (come a Venezia bisogna essere particolarmente fortunati per mangiare bene!!!). Pensavo di poter mangiare a più buon prezzo (ad esempio, come a Palermo o Cagliari) ma il buon pesce costa anche a Napoli. Così va la vita.

Alloggiando a Chiaia, mi sono mosso prevalentemente in quella zona.

Ambiente “rustico” in un vicoletto che sfocia in riviera di Chiaia, Da Dora, in via Palasciano 30, tel. 081680519. Tutto pesce. Eccellente, in una atmosfera familiare. Costo elevato: un antipasto misto molto abbondante (sarebbe bastato), un risotto di pesce (che era già in cottura) ed acqua, 40 €. Forse troppi. La mia punta massima.

Vasta scelta di terra, di mare e pizzeria da Umberto in via Alabardieri. Eccellenti i fritti napoletani, compresa la mozzarella in carrozza, e la pizza. Fritti, pizza ed acqua, 23 €. Da consigliare in tutti sensi. Non ci sono ritornato solo per il mio vizio di esploratore di altre opportunità ….

Davanti al Castel dell’Ovo, Gusto & Gusto in via Partenope, tel 081 2452662. Terra e mare, Molto buona la zuppa di cozze con i crostini e le paste con sugo di pesce. Due portate, frutta e vino, 35 €, scontati a 30 per una comune amicizia (ma senza ricevuta; c’ho rimesso io …). Ambiente standard, quasi vista mare.

Nel borgo marinaro, sotto Castel dell’Ovo, direttamente sul molo del porticciolo turistico, un’antica trattoria napoletana, La Bersagliera, Borgo Marinari 10, Banchina Santa Lucia, tel. 081 7646016. Pesce, fritti, mozzarella di bufala, grande varietà di pasta con sughi di pesce, verdure, carne. Peccato non poter assaggiare tutto. Meno di 25€ (con ricevuta …. Tutti la hanno sempre portata senza dover chiedere). Luogo affascinante, anche da soli…

A Mergellina, da Ciro a Mergellina, un altro locale della tradizione. Via Mergellina, 21. Tel 081. 681780. Luogo elegante ma senza dare fastidio. Quasi “vista mare”. Abbiamo mangiato molte cose, cichettando, come si dice a Venezia (cena in comitiva veneto – toscana con inserimento del Sry Lanka). Fritti napoletani, parmigiana di melanzane, mozzarella di bufala, pizza due strati (grandiosa), calamari e gamberoni alla griglia e fritti. Vino in abbondanza. Per 32 €. Un ottimo affare. Ma hai sempre la sensazione che ti abbiano fregati ….. Chissà perchè Napoli fa sempre questo effetto....

lunedì 30 aprile 2007

Dove mangio a Genova

Dove mangiare a Genova?

Lo Zenacamp è stata, pur nella sua brevità, un’occasione per ripassare qualche indirizzo e scoprirne di nuovi.

Eccoci, dunque, al sodo.

Cucina ultra tipica e, come si usa dire, location ancor di più, l’Antica Trattoria Sa Pesta in Via dei Giustiniani, 34/R. Tel 010 2468336. Ceramiche bianche e verdi alle pareti che fanno tanto macelleria, arredo essenziale (sgabelli e panche per sedersi) e di un bel vecchio. Prima che trattoria, è una “farinata”, un luogo dove si cucinano al fuoco di un forno a legna tipo pizzeria, prodotti tipici genovesi come la farinata, la torta Pasqualina, la focaccia (che, come mio figlio mi ricordava quando faceva le elementari, non è una foca … cattiva cattiva) …) genovese ed altre “torte” salate in cui dominano verdure e formaggi.

Buoni posti anche:

Trattoria Raibetta, vicino Caricamento, Vico dei Caprettari, 12/R, tel. 010 2468877. Carta della tradizione genovese; buona carta dei vini anche a bicchiere.

Osteria di Vico Palla, in Molo Vecchio, Vico Palla3. tel 010 2466575. Il regno dello stoccafisso.

Antica Osteria Pacetti, vicino Brignole, Borgo Incrociati 22/R, tel. 010 8392848. Di antiche origini, ora con nuova e competente gestione.

Buon pesto artigianale nelle rosticcerie Caprera in via Caprera o Bruciamanti in Via Roma.

E, prima di ritornare a casa, regalatevi un euro di focaccia genovese al Panificio da Mario, in via San Vincenzo (vicino Brignole). Non avrei mai pensato che la focaccia genovese potesse arrivare a livelli simili ....



Antica osteria alla Foce via Ruspoli72/74 r. 010 5533155. Il grande forno a legna arde solo di sera. La gente del quartiere (Foce, zona Fiera) passa e porta a casa una strepitosa farinata appena sfornata o le torte salate di turno. Ho assaggiato quelle alle bietole e ricotta e quella al riso. Non era solo la fame, ma erano notevoli .... Interrogati, i proprietari mi dicono che il padre, verro genio del forno a legna, fa le torte e le fa anche con la cipolla, il pomodoro, le acciughe, i peperoni ed altro. Dopo aver assaggiato ieri le classiche trofie al pesto, che data la stagione erano state impastate anche con un poco di farina di castagne, mi faccio consgliare: ravioli ripieni di borraggine conditi con una salsa di pinoli e rosmarino. Una ricetta, mi raccontano, più antica del pesto di basilIco. Da provare e godere. Un po' pesante (e detto da me ...). In menù ho visto altri piatti di pasta con i sughi della tradizione genovese, secondi di terra e mare. Un particolare di non poco conto: tutta la pasta la fanno loro. How much? A pranzo (leggero)16 €, a cena (normale), 25,


Passo davanti alla Trattoria Da Rina (Via Mura delle Grazie 3 R,010 46647) e mi ricordo di essreci giá entato poco più di 15 anni fa. Supero il turbamento ed entro. Fortunatamente, la stessa gestione. Lasagne al pesto: lasagna (mandilli de sea, fazzoletti di seta. Poetici) di ottima fattura; pesto gustoso e leggero. Frittura con vedure molto buona, se si esclude il calamaro leggermente "odoroso". In menù la giusta variazione di mare e terra nella tradizione genovese. Locale giustamente elegante e prezzo sui 40 euri.

lunedì 9 aprile 2007

Dove mangio a Firenze

Alcune scoperte e qualche conferma durante una recente escursione fiorentina.
Due posti autentici, vere trattorie che, anche se oltre ai locali hanno una folta clientela internazionale, hanno mantenuto lo spirito, la sostanza, la forma ed ....il prezzo delle vecchie osterie. Grazie anche a Giovanni, un collega che non smentisce il suo valore anche a tavola. Crostini con i fegatini, finocchiona, ribollita, pappa con il pomodoro, trippe in varia concia la classica bistecca ....
  • Coco Lezzone, Via del Parioncino, 26. Tel. 055 287178. Qui il menù ricorda che ... il trillo dei cellulari disturba la cottura della ribollita. No caffè, no carte di cerdito
  • Sostanza - Troia, Via dei Porcellana, 25r. Tel. 055 212691
Un po' meno trattoria e più ristorante ma sempre nel segno della tradizione e della bontà:
  • Trattoria 4 Leoni, Piazza della Passera (si, avete letto bene). Tel. 055 218562 (appena oltre Ponte Vecchio)
  • Trattoria 13 Gobbi, Via dei porcellana, 9r. Tel 055 213204

i’ Toscano, Via Guelfa 70r – 055 215475. Nella vera tradizione fiorentina, dai crostini di fegatini alla ribollita, dalla fiorentina al peposo all’Impruneta. Ma ad entusiasmarmi,m l’ultima volta che ci sono stato, è stato il pollo fritto alla fiorentina. Pollo disossato a pezzi impanato con farina di riso (assorbe meno l’olio, ce lo insegnano i cinesi) in cui sono stati mescolati rosmarino e salvia a pezzettini e fritto in abbondante rosmarino e salvia, tutto nel piatto ma solo quest’ultima commestibile. A guarnire il piatto, degli spaghetti fritti, una innovazione che non disturba. Con 30 euro si esce più che sazi. Tra San Lorenzo e Piazza san Marco.

Trattoria Mario, Via Rosina 2r – 055 218550, inutile prenotare a mezzogiorno, ci si mette in lista d’attesa e prima o poi ci si potrà accomodare (ordine di messa in lista rigorosamente rispettato). Autentica cucina casalinga; si mangia genuino, saporito e digeribile anche se a contatto di gomito e dividendo il tavolo con altri avventori: per il costo (sui 20 euro), è giusto che nessun posto non vada venduto, almeno negli orari di massimo afflusso. A pochi passi da San Lorenzo.

Trattoria Palle d’Oro, Via Sant’Antonino 43r – 055 291985. Inutile coda (a pranzo) ma, da quel che ho visto passare ed ho odorato nell’inutile attesa, merita una visita. Si mangia in piedi al banco nella parte anteriore del locale, seduti – se si riesce a farsi largo – più avanti. Nei pressi di San Lorenzo.

Trattoria Enzo e Piero, Via Faenza 105r - 055 21401. Dalle parti della stazione ferroviaria. Uno dei miei posti "tradizionali". Ottima cucina toscana. La miglior pappa al pomodoro mai mangiata.

Trattoria Marione, Via della Spada, 27r, 055 214756. Centro storico. Anche qui nel solco della più schietta tradizione. Turisti ma tantissimi indigenti. Sontuose fiorentine (nel senso di bistecche) e bollito misto fiorentino con salsa verde. Da divertimento.


Un buon bicchiere di vino ed un "cicheto" (stuzzichino, per i non veneti) alla cantina e forno Cantinetta del Verazzano. Via dei Tavolini, 18r. Tel 055 268590. Vicino a Piazza della Signoria

Un buon gelato, per chi non vuole ritornare al "solito" ed eccellente Vivoli, (vicino Santa Croce), un nome nuovo: "GROM, Via del Campanile, 2 (vicino al Duomo ed al Battistero). Solo prodotti di base freschi e di stagione. Da provare il gelato al pompelmo. Una catena nazionale, ma di ottima qualità.

Fuori Firenze, a Prato, grandiosi cantucci al forno - biscottificio Antonio Mattei, Via Ricasoli. Dettagli da Giovanni.

martedì 27 marzo 2007

Dove mangio a Reggio Emilia

Numerosi colleghi formatori, forse conoscendo la mia passione per l’eno-gastronomia ed i piaceri materiali (secondo me hanno anche un che di spiritualità, … no??) della vita, mi hanno detto: “perchè oltre ai tuoi report professionali non ci indichi anche qualche tua “prova” fatta a tavola?
Accontentati.

Comincio da Reggio Emilia e dalle specialità emiliane.

Mangiare

Ho provato con grande soddisfazione:

Ristorante a mangiare”, Viale Monte Grappa, 3/A. Tel 0522 433600. Eccellenti salumi con il gnocco fritto, la spuma di parmigiano, i cappelletti in brodo di gallina ed i tortelli di zucca con il fritto emiliano (cipolla, pancetta, pomodoro ed un tocco di noce tritata). Innaffiare con il lambrusco dell’Azienda Agricola Reggiana di Borzano. sui 40€

Ristorante “Canossa”, via Roma 37. Tel 0522 454196. Complice la “cena sociale”, un trionfo di salumi, tagliatelle al ragù, tortelli, risotto, bolliti, arrosti, dolci, lambruschi vari. Assaggiato tutto …… Buona la qualità. Più che onesto il prezzo (35, prezzo comitiva...).

Acquisti

Andare a Reggio Emilia senza portare a casa una scorta di delizie locali per la famiglia e gli amici darebbe un insulto. Ecco, quindi due buoni indirizzi per approvvigionamenti di pasta fresca

Pasta Fresca della Nonna, Via Roma 52/A, tel 0522 543439. Erbazzone (una formidabile torta salata a base di verdura e parmigiano), cappelletti (non chiamateli “tortellini”, qui a Reggio si offenderebbero), tortelli di erbe e di zucca.

La casalinga, Via Franzoni 3. tel 0522 430305. Un profumo invitante appena aperta la porta. Sembra di stare in cucina. Idem come sopra

Dormire

In pieno centro, curato ed a prezzo abbordabile (attenzione, ho usato la convenzione Moodle Moot e quindi …), l’Hotel Reggio, dependance 3 stelle del 4 stelle hotel Posta. Piazza del Monte, 2. Tel 0522 452602. Al Reggio, camere con angolo cottura e micro sala pranzo.