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mercoledì 2 aprile 2008

Maledetta FAD

Mi stimola parecchio il post testimonianza del collega Alberto Pastorelli che titola un suo post “maledetta fad”, titolo che gli rubo e ri-uso.

Alberto parla, a proposito delle reazioni della potenziale clientela alla loro offerta di servizi fad/e-learning di “grandi reticenze e facce diffidenti e preoccupate, di una lunga serie di esperienze profondamente negative dove “profondamente negative” è spesso un eufemismo, mentre a giudicare da certe reazioni il termine esatto sarebbe “terrificanti”) in svariati tentativi di far funzionare questa fantomatica formazione a distanza.

Con ironia, afferma che a rileggere questo acronimo è appena stato preso da un morso allo stomaco e/o da brividi lungo la schiena, e ora è indeciso tra un malox e un aulin. …FaD era diventata sinonimo di “progetti progettati male”. E conclude molti partner tecnologici si rivelavano improvvisamente fornitori di aria fritta.

Credo che la sua non sia una testimonianza isolata. Siamo in tanti, in troppi a dirlo.

Nel suo post ho commentato sul filone del dilettantismo di tanti fornitori di servizi e prodotti fad/e-learning, siano questi azienda private o enti di formazione . La presunzione e l’incompetenza ha fatto molti danni, in parte irreparabili.

Non vedo, però, un mutamento di rotta anche in coloro che si dimostrano consapevoli degli errori passati. Vedo il ripetersi di approcci ampiamente dimostratisi fallimentari. Vedo l’insistere sull’identificare gli usi didattici delle tecnologie con la trattazione digitale, ipertestuale e multimediale di contenuti. Vedo ancora trascurate le dinamiche cognitive dell’apprendimento; vedo continuare sulla strada dell’ipersemplificazione dei problemi reali quando trasposti in un contesto didattico. Fintanto che non ci si renderà conto della complessità delle situazioni reali da trattare didatticamente e dell’altrettanta complessità di un ambiente d’apprendimento, si continuerà a fare fad fallimentare e terrificante e non ci resterà che ingurgitare, come dice Alberto, forti dosi di malox ed aulin.

lunedì 19 novembre 2007

(1) Breve cronaca delle tecnologie digitali nella didatticha: funzioni e contesti

Volevo digitare "storia" ma poi ho optato per "cronaca", dato il periodo davvero breve di questa avventura. Breve ma sufficiente a decretare alcuni giudizi su cosa sia utile e cosa no, cosa dia un valore aggiunto e cosa sia una mera sostituzione dell'analogico con il digitale. Questa mia personale ricostruzione è frutto di una attenta osservazione partecipata della scena internazionale, di mie riflessioni ed esperienze, di confronti con altri colleghi e con le loro esperienze. E' frutto, anche, di un forte interesse per le tecnologie nella didattica ma, anche, di approccio critico e selettivo.

Innanzitutto possiamo identificare due macro-funzioni di utilizzo:
  1. il supporto organizzatvo-logistico alle attività didattiche (iscrizioni, comunicazioni, sviluppo e gestione contenuti, organizzazione delle attività, …..)
  2. l'intervento diretto ed intenzionale nei processi di apprendimento (cognitive tools, simulazioni, numerose learning strategies – cognitive fexibilty hypertexts – ecc.. )

Nell'ambito della prima funzione non siamo in un contesto "educativo" o "didattico" se non per la parte che riguarda l'esecuzione di tutte le procedure organizzative legate alle attività formative e per la messa a disposizione degli ambienti (aule, laboratori, ecc..) in cui si svolgeranno le attività didattiche. Questa NON è una funzione didattica.

Con la seconda funzione si entra nel merito delle attività didattiche, nei processi di insegnamento e di apprendimento; si ha a che fare con le attività che si svolgono in aula.

E' evidente come le pratiche che si volgono a supporto di queste due funzioni siano profondamente differenti in quanto a scopo, competenza, contenuto e strumenti.

Identifichiamo, anche, due macro-contesti di utilizzo:

  1. on-line learning (formazione a distanza supportata dalle tecnologie)
  2. in presenza (technology-enhanced – enriched – supported – augmented – learning)
Le tecnologie non sono usate solo per supportate, con strumenti evoluti, la Formazione a Distanza nelle forme dell'auto-apprendimento più o meno assistito; non sono usate solo per forme così dette "blended" (cui spesso si ricorre per porre rimedio alle fad di pessima qualità che si eroga; la fad "pura" se fatta bene, funziona), le tecnologie sono usate anche per migliorare i processi di apprendimento nelle "normali" attività in presenza che sono decisamente le prevalenti.

Prime lezioni:
a) tenere ben distinte le funzioni per le quali si usano le tecnologie;
b) considerare per le tecnologie anche la didattica d'aula non solo per quella a distanza

% Segue (1)

sabato 1 settembre 2007

Template pedagogiche per la didattica con le tecnologie

Rimbalzando tra diversi blog, arrivo finalmente al documento che mi interessa: “Pedagogical templates for e-learning” pubblicato dal Centre for Excellence in Work-Based Learning for Education Professionals, Università di Londra.

Terrò “sotto controllo” l’attività di questo Centro perché si propone di sviluppare nuovi approcci concettuali e teorici all’work-based learning, una tematica a me molto cara. Parlano di work-related e work-located learning.

Anni fa avevo lavorato in un progetto europeo sul work-process learning, ma senza risultati edificanti: mi riprometto di riprendere la questione perché mi sembra cruciale nella ricerca di approcci specifici all’apprendimento continuo, o life-long come si usa dire.

Veniamo al rapporto (34 pagine) che descrive una serie di modelli pedagogici per l’integrazione delle tecnologie nelle attività di insegnamento e di apprendimento. Dal titolo, il documento dovrebbe focalizzarsi sugli aspetti pedagogici dell’uso delle tecnologie. Queste le template identificate.

  1. Supporto amministrativo on-line: le principali attività di formazione e supporto sono svolte faccia-a-faccia. Sono forniti on-line: informazioni amministrative, letture, materiali, invio dei compiti e parte del supporto.
  2. Follow-up: le principali attività di formazione e supporto sono svolte faccia-a-faccia. Attività addizionali on-line e supporto agli studenti sono organizzate tra due sessioni in presenza con funzione di follow-up e come preparazione alla successiva sessione in presenza. Gli scopi sono quelli di mantenere viva la comunicazione e la focalizzazione sul corso.
  3. Parallelo: Le attività didattiche sono svolte in parallelo, Alcune in presenza altre on-line.
  4. Eventi face-to-face: le principali attività di formazione e supporto sono svolte on-line. Workshop ed altri eventi sono svolti in presenza per avviare o sistematizzare le attività svolte a distanza.
  5. Supporto a distanza on-line: le principali attività didattiche sono svolte utilizzando materiali “a stampa” distribuito on-line. Il supporto ed il feedback sono forniti on-line.
  6. Attività on-line basata su risorse: le principali attività di apprendimento e di supporto sono on-line. Le attività di apprendimento sono organizzate attorno a materiali e risorse.
  7. Apprendimento on-line basato su discussione: le principali attività di apprendimento e di supporto sono on-line. Le attività di apprendimento sono organizzate attorno a discussioni.

Un pregio del report è che i diversi modelli sono descritti analiticamente con la presentazione di:

  • casi ed esempi
  • benefici
  • contesti di possibile utilizzo
  • tematiche rilevanti
  • strumenti del LMS utilizzabili

Un paio di considerazioni:

  1. date le premesse e le promesse, mi aspettavo di più e di meglio. Considerando che il report si è basato sulla analisi di numerose pratiche internazionali, trovo un limite non lieve l’aver ignorato le diverse forme di apprendimento collaborativo anche con gli strumenti del così detto web 2.0. Evidentemente, il “consolidato” è quanto evidenziato nel report. Il resto sono solo “segnali deboli”. Da tenerne conto …..
  2. il titolo mi pare fuorviante. Parlare di template “pedagogiche” è eccessivo. Di autenticamente pedagogico, inteso anche in senso lato, c’è poco o nulla. Le template sono di tipo organizzativo. Sono, infatti, differenti modi di organizzare le attività didattiche e di distribuirne le risorse.

domenica 26 agosto 2007

Libri professionali (gratis) da scaricare


Ogni tanto, in rete, mi imbatto in libri messi a disposizione gratuitamente. Purtroppo, tutto in inglese.

Condivido una serie di link.

Knowing Knowledge di George Siemens, 2006

Informal Learning, di Jay Cross, prefazione, introduzione e capitolo 1

Guide to Online Education
, 175 pagine

834 Tips for Successful Online Instruction, 71 pagine

E-learning concepts and technique
, 198 pagine

701 e-learning tips
, by Masie Centre

Emerging issues in the practice of University Learning and Teaching Editors: Geraldine O'Neill, Sarah Moore and Barry McMullin, 2005

Theory and practice of online learning Editors: Terry Anderson & Fathi Elloumi

Technologies for education, potential, parameters and prospects
Edited by
Wadi D. Haddad Alexandra Draxler; 206 pagine

A Distance Education Reader: Insights for Teachers and Students, di Brent Muirhead

Educating the net generation Diana G. Oblinger and James L. Oblinger, Editors. 246 pagine

Perspectives on distance education Skills Development through Distance Education. 152 pagine

Implementing learning technology Edited by Greg Stoner, 108 pagine