Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post

martedì 3 marzo 2009

Facebook sdoganato (alla Cattolica)



Facebook luogo di mero "cazzeggio"? Facebook solo per giovinastri in vena di bullismo? Facebook, vade retro? Si, anche tutto questo.
Anche, perchè Fb sta diventando sempre più spesso un luogo anche per attività "serie". Ho già dato notizia dell'attivazione del gruppo: "Didattica in Facebook. No grazie?" prossima ai 200 membri e della community "Insegnanti che sperimentano" basata su Teach The People, una applicazione integrata in FB.
A proposito di usi "seri" segnalo quello che ne sta facendo Pier Cesare Rivoltella, alla Cattolica, in un corso per una quarantina di dirigenti scolastici della Lombardia: FB è uno dei "contenuti" del corso, oggetto di conoscenza, di esperienza e di riflessione. Pier Cesare mi ha invitato a parlare in qusto corso della mia esperienza con FB. Qui le slide che hanno sostenuto la mia chiacchierata.
Il dibattico (si era parlato anche di Linkedin, altro "contenuto" del corso) è stato molto vivo ed interessante. Un aspetto molto sentito è stato quello dell'identità in FB, con i conflitti pubblico-privato e le implicazioni del ruolo.
Ringrazio Pier Cesare per aver portato FB, e non solo, alla dignità di una trattazione professionale in un contesto autorevole, le sua azioni e la sua università

domenica 26 ottobre 2008

Daniele Vinci, dal networking alla laurea


A breve sarà Daniele Vinci a concludere il suo percorso di studi acccademici con la discussione della tesi: "Innovazione e pratiche didattiche: l'uso della rete da parte dei docenti". Mi è molto piaciuto come ha lavorato, stimolato certamente anche dall'ambiente che il professor Francesco Consoli (vero innovatore), ha creato per lui ed altri laureandi, POIlab *. Ho conosciuto Daniele nel network Orientamenti & Disorientamenti, ambiente in cui ha partecipato in modo attivo apprezzando il valore aggiunto della conversazione in rete tra persone che coindividono un intresse, una pratica professionale.
Deve aver apprezzato a tal punto il networking e la piattaforma NING che ha deciso di usare quell'approccio e quello strumento per costruire la sua tesi. Detto e fatto, Daniele ha messo in piedi il network Squola, ha fatto conoscere il suo progetto di tesi tramite O&D, una quindicina di insegnanti lì presenti ha accettato di lavorare con lui e per tutta l'estate ci siamo confrontati, con un passaggio "drammatico", sulla nostra didattica e le tecnologie.
Ne è uscito un bel lavoro e gli auguro che martedì la commissione di laurea lo apprezzi adeguatamente.
In bocca al lupo Daniele !!!!!


-------
Dall'ambiente del laboratorio
* Poilab è un Laboratorio di tesi del corso di Laurea Specialistica (interfacoltà) in Comunicazione della conoscenza per le imprese e le organizzazioni dell'Università Sapienza di Roma. Materia: Sociologia delle Organizzazioni.
Poilab è costituito dalle tracce dei percorsi di apprendimento, dei progetti di tesi, delle riflessioni prodotte attraverso le ricerche realizzate sui temi dell’innovazione e dell’apprendimento nei mondi organizzativi e professionali.

domenica 29 giugno 2008

Grandi manovre a squola


Visita squola



No, non è un errore anche se sarei capace di peggio .... Squola è una nuovo network, su piattaforma Ning, avviato da Daniele Vinci che si sta laureando alla Sapienza con Francesco Consoli.
Squola non è un network generico, pur su tema preciso, e destinato a durare finchè morte sopraggiunga ma un'area per una ricerca-azione per la tesi di Daniele che ci racconta il senso del suo lavoro:

Dopo la tesi triennale, fatta sulle reti internet e sulle possibilità che queste offrono, per la tesi specialistica ho voluto approfondire un aspetto delle rete: Le comunità, ed in particolar modo mi sono concentrato di analizzare le comunità generate dai docenti.

Per comunità faccio riferimento non solo a Virtual community ma a tutto ciò che i docenti stanno generando attraverso uno degli strumenti più utilizzati: i blog.

Il blog è uno strumento che permette "riflessività" ?

Cosa intendo per riflessività?

La cosa che mi interessa analizzare è come la pratica professionale dei docenti (parte di essi) stia trovando nuove strade di apprendimento ed interazione.
Anche attraverso l'uso dei blog.

Partendo quindi da una riflessione di Shon riguardo "L'apprendimento riflessivo" useremo questo luogo virtuale per conoscer-ci e per conoscere le nostre pratiche.

Il laboratorio creato è una simulazione di come potrebbe avvenire questo processo ma soprattutto SE PUò AVVENIRE ATTRAVERSO LA RETE!

I membri di Orientamenti & Disorientamenti stanno dando un corposo contributo.

Unitevi, quindi, a noi in Squola

venerdì 6 giugno 2008

E-Learning and Social Networking Handbook

Fresco fresco via Amazon l‘ultimo libro della Mason (in coppia con Frank Rennie), E-Learning and Social Networking Handbook (Routledge, aprile 2008). Il libro tratta, con taglio operativo e con solido fondamento concettuale, l’utilizzo delle tecniche e degli strumenti del social nerworking come tecnica educativa particolarmente utile in contesti di educazione distribuita.

Ampio il capitolo dedicato agli strumenti: blog, wiki, podcast, e portfolio, social network (come facebook, myspace), social bookmarking, photo sharing, second life, forum online, videomessaging, e-book, instant messaging, skype, giochi e simulazioni, mashup, mobile learning, feed rss, video clips, audiographics o electronic whiteboards (da non confondere con le interactive whiteboards; le ewb sono sistemi che integrano scambi audio con schermo condiviso). Ogni tool viene discusso attraverso: la sfida educativa che pone, i suoi punti di forza, i potenziali svantaggi, i punti chiave per una pratica efficace, riferimenti per approfondimenti, il funzionamento in pratica, le lesson learned.
Utile anche il capitolo su limiti e problemi d uso del social networking dai punti di vista di studenti, docenti ed istituzioni.
La prospettiva dalla quale gli autori affrontano la tematica è quella di evitare che anche questi strumenti ed approcci scompaiano con la stessa velocità con cui sono apparsi a causa di usi acritici e non consapevoli. Il libro vuole, quindi, offrire un nuovo paradigma per una efficace concezione, sviluppo e gestione di ambienti di apprendimento basati sul web 2.0. E’ attivo un wiki sul libro in www.socialnetworking.wetpaint.com con ulteriori risorse .





mercoledì 23 gennaio 2008

Orientamenti e disorientamenti raddoppia: attivato un wiki di appoggio

Nel suo piccolo, la comunità Orientamenti e Disorientamenti, macina una buona attività. Si discute, si condividono pensieri, esperienze, risorse.

Giusto per avere uno strumento in più, ho attivato un wiki "di appoggio" per avere un'area in cui poter fare almeno due cose:
  1. poter sviluppare collaborativamente, se e quando ce ne sarà il bisogno, qualche elaborato;
  2. poter raccogliere ed organizzare le tante risorse che vengono citate e conferite nelle discussioni. In questa prospettiva, potremo costruire una knowledge base delle nostre esperienze.
Come wiki ho usato Pbwiki, una piattaforma di semplice attivazione e molto facile da usare. Ha un editor "naturale" che anche un primitivo come me riesce ad usare.

Arrivederci, quindi, su Orientamenti e Disorientamenti Wiki

martedì 23 ottobre 2007

Abbiamo adottato un argomento (a "Learning 2007")

Sto seguendo online Learning 2007 per conto della comunità “Orientamenti e Disorientamenti” all’interno della quale abbiamo “adottato” alcuni temi che seguiamo attraverso i wiki associati alle diverse presentazioni. L’idea è stata di Adriano.

Uno dei temi che ho “adottato” è sullo sviluppo di materaili didattici con strumenti di web 2.0. Il titolo, molto americano è: “Rapid Online Prototyping. How the Average Person can make eLearning for Free in less than an Hour”. Qui il wiki

Il tema mi interessa, al di là che tratti di LO i cui limiti ho più volte evidenziato, perchè propone un modello collaborativo di sviluppo di materiali didattici.

La “piattaforma” proposta è il browser web (e qui mi ricorda “la piattaforma è il web” di certe posizioni radicali contro anche i PLE) ed i LO possono essere sviluppati collaborativamente tra persone distanti.

Gli strumenti che sono proposti per il lavoro da Richard Culatta sono:

1.) Online Collaboration - Thinkature, Imagination Cubed, skrbl.com

2.) Image Editing - Fauxto

3.) Video Editing - Eyespot, jumpcut.com, muveemix.com, moviemasher.com, jaycut.com

4.) Text Editing - Google Docs

5.) Learning Object Building - BrainHoney

Nella sua presentazione, Richard propone il modello iterativo “a spirale” che si contrappone a quello classico “a cascata”. La sostanza è che il “prodotto” finale viene rilasciato anche se non completamente rifinito e la rifinitura è operata sulla base dei feedback degli utilizzatori.

Dal punto di vista di uno che ha seri dubbi sull’efficienza e sull’efficacia dei LO (il sottoscritto) l’approccio proposto mi convince solo nella prospettiva di un coinvolgimento degli utilizzatori in tutto il ciclo di produzione e strutturando l’ambiente di apprendimento in modo tale che la costruzione dell’artefatto sia il processo di apprendimento e la rappresentazione di quanto appreso.

Con argomento correlato sto seguendo anche: "Web 2.0 and Learning: What are you doing with it?". Qui il wiki. Nella presentazione della sessione l'argomento viene contestualizzato nella tematica delle organizzazioni sempre più "piatte" e della conseguente necessità di escogitare nuove strategie pe r l'apprendimento. Gli strumenti del web 2.0 sono visti essere funzionali alla promozione dell'apprendimento informale, alla costruzione di comunità di pratiche, alla crescita delle piccole medie imprese, la cattura ed il riuso della conoscenza, e cosa a mio avviso più importante, fare dell'apprendimento una componente del lavoro (qui sfociamo nella tematica dei luoghi d'apprendimento che tanto mi appassiona).


domenica 30 settembre 2007

Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie

Venerdì 5 ottobre, dalle 14 alle 17.30 terrò a Bolzano, nell'ambito della conferenza ILIAS 2007 un workshop dal titolo "Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie". Qui il programma. Ho presentato un'anteprima la workshop al Ghirada BarCamp. Qui le slide introduttive.
Al di là del contenuto del workshop, l'iniziativa vuole sperimentare alcune modalità organizzative che consentano di allargare la conversazione anche al di fuori del gruppo dei presenti e continuarla anche oltre lo spazio fisico e temporale delle attività face-to-face. Lo scopo è di dare un significato individuale alle tematiche affrontate ed esplorare le applicazioni delle stesse nelle realtà lavorative di coloro che parteciperanno. Come?

Dal programma del workshop.

Il ..... fil-rouge sarà la domanda “quale utilità ha tutto questo per me?”
Quante volte, al termine di un convegno abbiamo commentato: “Bello, interessante, ma….”? O avresti voluto fare una domanda, chiedere un chiarimento, fare un commento o avere un feedback sull’argomento, ma il formato dell’evento non consentiva interazioni di questo tipo?
Con l’approccio proposto vorremo limitare, per quanto possibile, l’incidenza dell’area del “ma” e favorire la contestualizzare, nelle pratiche professionali di coloro che parteciperanno al workshop, delle idee che si svilupperanno nella sessione di lavoro.
Spesso, per apprendere è necessario forzare i confini, uscire dalle zone sicure e fare buon uso dell’inaspettato; rendersi conto che le cose non vanno come il solito e che questo va, comunque, bene.
Il workshop vuole avere una struttura “viva”, che si modifica a seconda delle esigenze dei frequentatori e delle frequentatrici; vuol essere una conversazione che va nella direzione che chi partecipa desidera. I relatori ed i partecipanti hanno uguale responsabilità nel portare al successo l’evento. Siete, quindi, invitate/i a venire al workshop con domande, pensieri ed idee da condividere.

Per allargare i confini (di spazio, di tempo e di partecipazione) del workshop, le attività avranno la possibilità di continuare on-line nell'ambiente che è stato attivato in NING, uno dei tanti tool per il Social Network che consentono la creazione di comunità di interesse.

Su Ning ho attivato la comunità : "Orientamenti e Disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie" cui invito tutte le persone interessate ad iscriversi.
Una volta entrati nella pagina principale, se avete già un vostro account Ning, iscrivetevi usando quell'account inserendo i dati nell'apposito spazio. Se non lo avete, cliccate su "Aderisci a Orientamenti e disorientamenti" e compilate i campi richiesti.


Il

martedì 25 settembre 2007

Web 2.0, cosa tira e cosa no

Sul web 2.0 se ne dicono di cotte e di crude. Gigi Cogo ogni spesso lancia strali ed anatemi contro la scarsa propensione ad "includere", a collaborare, a condividere ... Io, puntualmente, gli replico ricordando che non basta che sia disponibile un qualsiasi strumento perchè la gente lo usi. Gli dico, come al GhiradaBarcamp, che parlare di strumenti al di fuori di uno specifico contesto d'uso serve a poco, come a scuola, insegnare la teoria disgiunta dalla sua applicazione.
Una autorevole ricerca (da me qui ripresa) diffusa tempo fa, evidenziava che dei milioni di utenti dei diversi ambienti di web 2.0, la stragrande maggioranza li usa con modalità 1.0, cioè fruisce passivamente dei contenuti messi nel web, con atteggiamento 2.0 da pochi.
Una iniziativa sensata di promozione della partecipazione, dell'inclusione, della condivisione, della costruzione di conoscenza attraverso gli strumenti di web.2.0 è quella promossa da Luigi Bertuzzi, su come piccoli paesi montani possono "includersi" ed "apprendere" (learning villages, abbiamo provvisoriamente sottotitolato l'iniziativa) . Ne riparlerò più diffusamente perchè l'idea di Luigi mi convince. Hot stuff qui.

Ma non è di questo che voglio scrivere in questo post. Il tema è più avvincente. Riparto dal titolo: "cosa tira e cosa no"
Nel penultimo ultimo numero del l'Espresso, per la penna di Federico Ferrazza e con il titolo "fate l'amore con web 2.0", viene ben evidenziata una "tematica" in cui il 2.0, tira, eccome, quella del porno. Pare che oramai i "classici" siti porno, quelli popolati da modelle e modelli professionisti, abbiano fatto il loro tempo e che la rete sia piena di siti fai-da-te, dove si ha accesso, davvero, ad user-generated-contents. Pare che AdultFriendFinder, uno di questi social network con ben 20 milioni di utenti, lasci parecchio indietro Facebook e MySpace . Per non parlare di PornoTube, l'aggregatore Socialporno, non manca il wiki WikiAfterDark, o la wikipedia del porno Boobpedia, o Pornalicious e, udite udite, Imp.etuo.us (vi dice nulla)?
Cosa significa tutto questo? Che quando c'è un vero interesse, quanto l'argomento ha un senso personale, la gente ha voglia di collaborare e condividere. Nessuna apologia del porno ...
Che ne dici Gigi, se ripartissimo dalle ragioni per cui dovremo usare gli strumenti, dai significati, dagli interessi, dagli obiettivi, mettendo in secondo piano gli strumenti?