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giovedì 12 marzo 2009

Handbook of Emerging Technologies for Learning



L'ultimo lavoro di George Siemens, "padre del Connettivismo" Peter e Tittenbergen "Handbook of Emerging Technologies for Learning" è disponibile on-line in .pdf. Il libro è scaricabile qui . Il libro viene aggiornato nel wiki associato.
Questi i capitoli del libro:
- Change Pressures and Trends
- What we know about learning
- Technology, Teaching, and Learning
- Media and technology
- Change cycles and future patterns
- New Learners? New Educators? New Skills?
- Tools
- Research
George è certamente una delle "giovani" menti più brillanti nella riflessione pedagogica e didattica sull'apprendimento nell'era delle tecnologie digitali e della rete.
Molto interessante anche il suo precedente libro "Knowing Knowledge", anche questo scaricabile free.

mercoledì 14 gennaio 2009

Le tecnologie nella didattica



Ci siamo. Domani sarà in libreria il "mio" primo libro (a cura di). Lo pubblica Erickson e si intitola "Le tecnologie nella didattica. Lo stato dell'arte all'inizio del nuovo millennio".
Qualche dettaglio in più qui

Ecco l'indice:

Premessa:
- La breve storia delle tecnologie digitali nella didattica. Giovanni Marconato
Parte prima_ Lo stato dell’arte della didattica con le tecnologie
- La costruzione di modelli mentali con i Mindtools David Jonassen, University of Missouri, Learning Technologies and Educational Psychology
- Per una ergonomia dell’apprendimento. ICT nella scuola: quali rapporti?
Antonio Calvani, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Firenze
- L’inversione del rapporto Studente – Istituzione: il ruolo dei PLE, Personal Learning Environments) Oleg Liber, University of Bolton – UK, Direttore CETIS (Centre for Educational Technology and Interoperability Standards
- Apprendimento attraverso l’esplorazione di simulazioni (Simulation-based inquiry learning) con SimQuest. Jan van der Meij, Twente University. Faculty of Educational Science & Technology, Department of Instructional Technology;
- Apprendimento informale e il ruolo delle Tecnologie Sociali emergenti
Teemu Arina, Dicole Oy. Helsinky
- L’utilizzo delle tecnologie per la verifica e la valutazione di iniziative di apprendimento: opportunità, decisioni e vantaggi. Rose Marra, University of Missouri, Learning Technologies and Educational Psychology
- E-learning senza Learning Object: un approccio per attività di apprendimento
Giovanni Marconato
- Comunità di apprendimento e tecnologie digitali: aspetti psicologici
Stefano Cacciamani, Facoltà di Scienze della Formazione, Università della Valle d´Aosta
Parte seconda: Esperienze
- Un corso per “Animatori di reti” (di relazioni…)Davide Biolghini. Studio Teos
Wiki wiki web a sostegno dell'articolazione. Marco Caresia, formatore C.T.S. L. Einaudi, Bolzano
- Competenze per la costruzione della cittadinanza digitale consapevole
Luisanna Fiorini, Istituto Pedagogico per la comunità linguistica italiana, Bolzano
- Mettersi in gioco: serious games e apprendimento esperienziale per la formazione in azienda. L. Pannese, M. Carlesi, L. Riente. i-maginary.it
- Ontologie e folksonomie nel progetto EduOntoWikiCorrado Petrucco. Scienze della Formazione - Università di Padova
- L’uso di video su Internet nella didattica universitaria. Marco Ronchetti. Dipartimento di Informatica e telecomunicazioni. Università degli Studi di Trento
- Pedagogia criticocostruttiva: una sperimentazione di didattica universitaria blended presso la Libera Università di Bolzano. Beate Weyland, Università di Bolzano
- Il Programma di Didattica con le Tecnologie "Pionieri" Patrick Zanon, Roberto De Colle, Giorgio Scuttari, Paola Tiengo, Salvatore Guarino

sabato 7 giugno 2008

The E-Learning Handbook

Un secondo libro via Amazon, fresco di stampa (maggio 08) .
Sottotitolo: le promesse del passato, le sfide del futuro. Nella presentazione il senso del lavoro di Saul Carliner e Patti Shank (editors): .. esplora divrese tematiche come
  • la grande differenza tra ciò che era stato promesso e l'uso attuale dell'e-learning nell'industria e nell'università,
  • la lotta per implementare gli standard,
  • i problemi con i learning object,
  • il grigiore degli attuali corsi in e-learning,
  • i problemi con i modelli in uso di progettazione didattica (libera traduzione di "instructional design"),
  • i limiti dei metodi di ricerca e di valutazione sull'e-learning.
Tutti questi temi sono esaminati dal punto di vista della tecnologia, della concezione didattica, della teoria, della ricerca e delle implicazioni economiche.

Ricca e prestigiosa la platea dei contributors: Margaret Driscoll, (Web-based Training: Creating E-Learning Experiences, Advanced Web-Based Training Strategies: Unlocking Instructionally-Sound Online Learning), Brent Wilson (quello di Constructivistic Learning Environment) , Marc Rosenberg (quello di Beyond e-Learning), David Merril (comportamentista moderato in perenne polemica epistemologica con Jonassen), Reeves, Herrington e Oliver (quelli degli Authentic Tasks) e tanti altri che non conosco.
Da quel poco che ho fino ad ora letto, mi pare che quanto questo blog va a dire da tempo non sia mero vaneggiare.
Magari riporterò qualcosa dopo aver letto almeno qualche capitolo.


venerdì 6 giugno 2008

E-Learning and Social Networking Handbook

Fresco fresco via Amazon l‘ultimo libro della Mason (in coppia con Frank Rennie), E-Learning and Social Networking Handbook (Routledge, aprile 2008). Il libro tratta, con taglio operativo e con solido fondamento concettuale, l’utilizzo delle tecniche e degli strumenti del social nerworking come tecnica educativa particolarmente utile in contesti di educazione distribuita.

Ampio il capitolo dedicato agli strumenti: blog, wiki, podcast, e portfolio, social network (come facebook, myspace), social bookmarking, photo sharing, second life, forum online, videomessaging, e-book, instant messaging, skype, giochi e simulazioni, mashup, mobile learning, feed rss, video clips, audiographics o electronic whiteboards (da non confondere con le interactive whiteboards; le ewb sono sistemi che integrano scambi audio con schermo condiviso). Ogni tool viene discusso attraverso: la sfida educativa che pone, i suoi punti di forza, i potenziali svantaggi, i punti chiave per una pratica efficace, riferimenti per approfondimenti, il funzionamento in pratica, le lesson learned.
Utile anche il capitolo su limiti e problemi d uso del social networking dai punti di vista di studenti, docenti ed istituzioni.
La prospettiva dalla quale gli autori affrontano la tematica è quella di evitare che anche questi strumenti ed approcci scompaiano con la stessa velocità con cui sono apparsi a causa di usi acritici e non consapevoli. Il libro vuole, quindi, offrire un nuovo paradigma per una efficace concezione, sviluppo e gestione di ambienti di apprendimento basati sul web 2.0. E’ attivo un wiki sul libro in www.socialnetworking.wetpaint.com con ulteriori risorse .





domenica 26 agosto 2007

Libri professionali (gratis) da scaricare


Ogni tanto, in rete, mi imbatto in libri messi a disposizione gratuitamente. Purtroppo, tutto in inglese.

Condivido una serie di link.

Knowing Knowledge di George Siemens, 2006

Informal Learning, di Jay Cross, prefazione, introduzione e capitolo 1

Guide to Online Education
, 175 pagine

834 Tips for Successful Online Instruction, 71 pagine

E-learning concepts and technique
, 198 pagine

701 e-learning tips
, by Masie Centre

Emerging issues in the practice of University Learning and Teaching Editors: Geraldine O'Neill, Sarah Moore and Barry McMullin, 2005

Theory and practice of online learning Editors: Terry Anderson & Fathi Elloumi

Technologies for education, potential, parameters and prospects
Edited by
Wadi D. Haddad Alexandra Draxler; 206 pagine

A Distance Education Reader: Insights for Teachers and Students, di Brent Muirhead

Educating the net generation Diana G. Oblinger and James L. Oblinger, Editors. 246 pagine

Perspectives on distance education Skills Development through Distance Education. 152 pagine

Implementing learning technology Edited by Greg Stoner, 108 pagine

venerdì 10 agosto 2007

La stupidità del QI

La pretesa scientificitá di certe posizioni, scoperte e pratiche, più che una verità rappresenta (soprattutto nelle scienze sociali ed umane) un punto di vista, una opinione più o meno autorevole. Questo mio convincimento ha ricevuto una conferma dall’ultimo libro di Hans Magnus Enzensberger “Nel dedalo dell’intelligenza” recensito ne L’Espresso del 9 agosto, n.31. L’autore demolisce il mito del QI, quoziente di intelligenza, concettualizzazione di una presunta caratteristica delle persone su cui si è basata e si basa tanta pratica scolastica e di gestione delle risorse umane. Enzensberger, noto poeta, filosofo, saggista, giornalista, inviato speciale, traduttore poliglotta, critico letterario, analista sociale e militante politico, afferma che i test di QI non testano altro che mentalità e pregiudizi di coloro che li hanno inventati e non hanno nulla a che fare con l’intelligenza. L’autore si domanda se sia mai possibile misurare una entità tanto insondabile ed indefinita quanto l’intelligenza. A supporto dell’affermazione riferisce ben 120 definizioni di intelligenza, ognuna delle quali guarda alla questione da un punto di vista diverso. La conclusione: i metodi per misurare l’intelligenza sono stupidi, quanto è stupida l’idea di misurarla.

E pensare a quante lezioni sui test, anche di intelligenza, ho dovuto frequentare all’università e quanto sono stati pontificati personaggi come Binet e Eysenck …..

Dove la mettiamo con Gardner e le sue intelligenze multiple? O con quella che per me è la fondamentale suddivisione tra intelligenza convergente e divergente?

E’ proprio così, la vera condizione umana che si testa con il QI sono i pregiudizi di certi scienziati ……

Di Enzensberger ricordo “Il mago dei numeri”, un libro per ragazzi (e non) che introduce nel mondo della matematica attraverso una favola. Lo ho regalato a mio figlio al tempo delle scuole medie, lo ho regalato a parecchi figli di amici ed è piaciuto. Credo possa essere un buon strumento per la didattica della matematica. Provare per credere.

PS: ho cercato il libro“Nel dedalo dell’intelligenza” (edito a Zurigo dalla Fondazione Vontobel) in Amazon ed in IBS senza trovarlo. L'unico riferimento è quello che segue trovato in una rassegna periodica della Biblioteca Nazionale svizzera. Se qualcuno è più fortunato, segnali un riferimento diverso.


NB 001482729
Enzensberger, Hans Magnus. – Im Irrgarten der Intelligenz : ein
Idiotenführer / Hans Magnus Enzensberger ; Ill. von Martial Leiter.
– Zürich : Vontobel-Stiftung, 2006. – 61 S. : Ill. ; 30 cm. –
(Vontobel-Schriftenreihe)
Literaturverz. – Bestellnr.: Vontobel-Stiftung 1760

venerdì 8 giugno 2007

Quelli del sapere debole


Così ne L’espresso n. 22 del 7 giugno a pag. 189 veniamo definiti noi blogger, noi utilizzatori più o meno accaniti del web 2.0.L’espressione è ripresa dall’ultimo libro di Andrew Keen atteso in libreria negli States a giugno (Su Amazon lo ho visto già in vendita) The culture of amateur. How today’s Internet is killing our culture and assaulting our economy.Siamo tutti dilettanti allo sbaraglio? Questo si domanda l’autrice dell’articolo. Pare che, secondo Keen, noi, essendo pronti ad esprime opinioni su tutti e su tutto, disprezziamo le competenze adorando tutto quello che è amatoriale e spontaneo. Con noi inizia l’epoca del sapere debole in cui viene affossato il prestigio e la responsabilità degli esperti. Quello che succede nel web 2.0 non è conoscenza costruita collaborativamente, ma ci sono buone probabilità che sia user-generated nonsense! Noi blogger ci rinforzeremo l’un l’altro (il vecchio meccanismo del condizionamento di pavloviana e comportamentistica memoria) piuttosto che aiutarci ad espandere gli orizzonti.

Può essere.

Per quel che mi riguarda e da quel che vedo, un po’ di narcisismo c’è di sicuro. Ma si tratta di un narcisismo innocuo. A me fa piacere sapere che qualche decina di colleghi guarda ogni giorno quello che scrivo, ma anch’io quotidianamente guardo quello che altri scrivono e qualcosa imparo da loro.

Credo che non ci sia nulla di male ad esprimere pubblicamente le proprie idee. Mentre scrivi, rifletti ed impari; se qualcuno replica e magari confuta quello che scrivi, impari ancora di più.

Come già detto, per me il blog è un reflective journal condiviso.

Riguardo ai così detti esperti, ci sarebbe molto da ridire. Non ci sono dubbi che molti riconosciuti come tali lo siano veramente (io stesso ho venerazione scientifica e professionale per molte persone), ma è vero, anche, che molti di quelli che scrivono libri, discettano a convegni essendone invited speakers, sono a capo di associazioni ed istituzioni, sono solo dei tromboni che stanno al loro posto solo in virtù di giochi di potere e per essersi costruita una propria mafietta, anche se si dicono al servizio di una giusta causa (la loro).

E’ altrettanto certo che questa sovrabbondanza di informatori e di informazioni obbliga tutti noi ad esercitare maggiormente il senso critico, ad avere una opinione personale, a credere di meno. Ma non mi pare sia, questo, un male.

Quindi, diffidiamo pure dei blogger e prendiamo con leggerezza le loro performance, ma diffidiamo anche di tanti sedicenti esperti. Non so da che parte stia il sapere debole.

Quanto a Keen, noto blogger e multi-presente nel web 2.0, leggerò il suo libro e se qualcosa mi farà riflettere, lo ringrazierò.

giovedì 21 dicembre 2006

Knowing Knowledge

Pubblicato un paio di giorni fa on-line il nuovo libro di George Siemens, Knowing Knowledge, un libro che tratta come il contesto e le caratteristiche della conoscenza stanno cambiando: viviamo una realtà in cui la conoscenza è continuamente aggiornata e riscritta. Una vasta e ben documentata trattazione di come la natura della conoscenza stia continuamente mutando nell’era del “connettivismo” (un suo concetto che evidenzia come sia proprio la facilità – materiale – di connessione tra le persone e le loro idee ad indurre questo cambiamento) e di ciò che lo ha reso possibile, la tecnologia di internet.

Questa sua “visione” riecheggia e contestualizza ad oggi il “vecchio”, si fa per dire, concetto di Perkins ed altri della Conoscenza Distribuita ed una sua visione tecnologico-centrica dell’Ambient Intelligence. Una visione della conoscenza e dell’impatto delle tecnologie che considero l’evoluzione (quasi una terza generazione di didattica con le tecnologie) dell’e-learning (prima) e del collaborative learning (seconda).

Su questo scenario evolutivo sto preparando la mia introduzione al convegno “Bolzano 07. Conversazione sull’uso didattico delle tecnologie”

Un libro già scaricato, pare, 4000 volte. 4001 con la mia.