
Il mio pensiero sulle LIM, le mitiche "lavagne magiche" che cambieranno (in meglio) la nostra scuola, è noto. Ho affermato che non sono "innovative"; ho detto che non sono le "nuove tecnologie"; che non sono il "futuro della scuola"; che parecchi altri colleghi attenti alla questione dell'autentica innovazione nella scuola sono su questa posizione; ho presuntuosamente dato dei consigli a chi voglia mettere le LIM nelle scuole; ho associalto le LIM agli e-book e più in generale ai "contenuti digitali" quale innovazione contrabbandata; non ho trovato convincente l'idea di teatralità didattica per giustificare l'uso delle LIM.
Ho parlato a lungo con persone che le usano e che le vendono; ho assistito a dimostrazioni; ne ho, perfino, trattato l'acquisto per "uso personale", ma ho desistito per l'elevato costo dello sfizio.
La mia idea è quella che, nel migliore dei casi, sia meglio averla che non averla. Una periferica in più non guasta.
Nonostante ciò, voglio capire se ci sia davvero del buono, dell'utile, dell'innovativo in questo nuovo ritrovato del marketing e per questo domani andrò a Milano al CREMIT - Cattolica per ascoltare Rivoltella ed altri autorevoli personaggi che ne parlano. La scuola digitale è il titolo dell'evento. Relazionerò qui a breve.