Visualizzazione post con etichetta competenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta competenza. Mostra tutti i post

domenica 14 settembre 2008

Veri esperti


Se i "falsi" esperti sono quelli che cercano di risolvere problemi o fare cose semplicemente sulla base di qualche lettura fatta (è questa la mia lettura di tanti fallimenti di se-dicenti "esperti"), cosa caratterizza un "vero" esperto"?.
Ci viene in aiuto Guy Le Boterf, un grande delle "competenze" (ho avuto la fortunma di lavorare a Firenze ad una iniziativa dove c'è stato anche il suo preziosissimo contributo) che afferma che si può avere fiducia nell'esperto perchè:
• Non trascurerà niente di importante della situazione del cliente
• Non trascurerà niente di importante della situazione– problema
e del suo contesto
• Saprà far fronte all’incompletezza delle prescrizioni
• Saprà prendere delle iniziative pertinenti
• E’ aggiornato sullo « stato dell’arte » del mestiere
• Saprà spiegare perchè e come agisce
• Saprà apprendere dalla propria esperienza
• Saprà mobilizzare una rete professionale di risorse
• Rispetterà le regole etiche e deontologiche


Una mia personale convinzione sull' "esperienza": si può "fare esperienza" senza "avere esperienza". Ciò succecde quando non si riesce a capitalizzare (anche e forse soprtattutto,riflettendo)l'esperienza che si fa. Credo ci siano persone destinate a rimanere "novizi" per tutta la vita a dispetto di quanto essi stessi credono e fannno credere

Falsi esperti



Sento spesso parlare di “esperti”, ad esempio di tecnologie didattiche. Io stesso sono (qualche volta) considerato un “esperto”. Sento, anche, dire che non si è sempre soddisfatti del lavoro del così detto, e spesso se-dicente, “esperto”, “esperto” solo perché si è letto qualche libro o una montagna di libri.
Mi sono, quindi, domandato se sia possibile distinguere il “vero” esperto dal presunto tale.
Un aiutino ci potrebbe essere dato da un classico sul tema, il modello novizio – esperto di Hubert e Stuart Dreyfus (in Instructional Development Paragigms, di Dills e Romiszoski, editori, pag. 715 – 720),
Cinque sono, secondo gli autori, i passaggi da novizio ad esperto:
- novizio;
- principiate avanzato;
- competente;
- professionale;
- esperto.
In sintesi, i Dreyfus affermano che il novizio opera applicando regole e principi astratti (quelli che si possono desumere da un’attenta e magari intelligente lettura di uno o più libri) mente l’esperto “vede” intuitivamente cosa fare e lo fa senza applicare alcuna regola.
Si potrebbe che, paradossalmente, l’esperto non ragiona e non risolve problemi ma affronta ogni situazione in cui è chiamato ad intervenire lavorando normalmente.
Il novizio opera con strumenti astratti e per questo non contestualizzati; l’esperto opera sulla base di un repertorio di casi concreti, quelli con cui si è trovato a misurarsi nel corso della propria storia professionali.
Si potrebbe, quindi, concludere che il novizio lavora a partire dai libri, l’esperto a partire dalla propria esperienza.