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giovedì 8 maggio 2008

Didamatica 2008: omaggio ad un proto-eretico

Chiudo il reportage da Didamatica 2008 con un paio di “amene” testimonianze raccolte nel corso della conversazione al tavolo della cena sociale.

Una persona di levatura culturale e scientifica (deve essere un matematico considerato il gusto con cui parlava di matematica ai giovani) che deve aver attraversato al storia istituzionale della scuola degli ultimi 30 anni, ci racconta alcuni aneddoti di quando, credo, abbia avuto incarichi nell’ambito della riforma della scuola.

Il nostro doveva aver fatto, pubblicamente, l’affermazione che si impara (anche a scuola) dall’errore. Ispettori ministeriali presenti in sala lo invitano a cena ed esordiscono con “Professore, lei semina zizzania”. Alle sue espressioni di stupore, continuano: “La scuola deve dare certezze, non dubbi". Ed il giorno dopo riceve un telegramma dal gabinetto del ministro con scritto: “Ministro habet avvocato a sé la presidenza della commissione”.

Seconda scena: conferenza internazionale in cui si presentano esperienze scolastiche. In una sala il nostro presenta alcune attività di punta ed, evidentemente, eretiche. Una mano benevola si affetta ad esporre un cartello con su scritto: “ Qui si presentano alcune esperienze della scuola italiana che non riflettono le posizioni ufficiali di questo ministero”.

Come dire, bei tempoi quando le cose te le dicevano in faccia!!! Oggi la censura, l’emarginazione dell’eretico è molto più sottile, subdola, quasi invisibile ….. Il potere si è specializzato

Grazie, quindi, al nostro eretico d’epoca. Sono, comunque, felice che questi incidenti di percorso non gli abbiano impedito di essere quello che oggi è. Gli auguro, quindi, di godersi la pensione certo di aver fatto il suo dovere nella strada dell’anticonformismo che è la sola strada del cambiamento.

martedì 6 maggio 2008

Didamatica 2008, ancora seconda giornata

Gaspare Novara dell’ITD presenta il progetto MOULE http://moule.pa.itd.cnr.it, una esperienza di Mobile Learning per le vie di Palermo. Gli scopi: capire come gli studenti attivano relazioni sociali, come si attivano processi didattici basati sull'esplorazione del territorio. Forse non ho capito bene, e di questo mi scuso con il relatore ed il team di progetto, ma pare l’unico dato emerso dalla ricerca sia che secondo il parere degli insegnanti si sia fatta una didattica nuova.

Serena Battigelli, unigenova presenta EPICT www.epict.it , un datato progetto svedese che consente di conseguire la patente europea sull’uso delle tecnologie per raggiungere obiettivi pedagogici. L'attività, erogata in Italia dall’Università di Genova, nasce da un progetto europeo svedese per uno standard europeo sulla didattica con le tecnologie. Il contenuto: conoscere gli obiettivi pedagogici raggiungibili con le tecnologie e saper costruire attività di apprendimento coerenti. Si tratta di un corso di perfezionamento universitario tutto a distanza con il solo primo incontro in presenza. La partecipazione conferisce 8 crediti formativi universitari, 2 punti nelle graduatorie permanenti ed 1 in quelle per mobilità e trasferimento. Costo 490€

La connotazione pedagogica dei LO è il tema di una ricerca dell'ITD di Genova per lo sviluppo di un sistema di metadatazione dei LO che consenta di cogliere le determinanti pedagogiche degli stessi. L’esigenza nasce dal fatto che vi è poco consenso sui LO “classici”da parte degli insegnanti in quanto le tradizionali matadatazioni non consentono di cogliere il loro senso pedagogico. I dati in www.lode.ge.imati.cnr.it. Con il nuovo sistema di metadazione sarà possibile descrivere il contesto d’uso, le caratteristiche educative e l’ approccio all’apprendimento.

giovedì 1 maggio 2008

Didamatica 2008: conclusioni

Ho ancora qualche appunto sulle sessioni svoltesi e lo pubblicherò presto, ma voglio passare alle mie conclusioni sullo stato delle tecnologie per la didattica così come è stato fotografato a Taranto.

Di certo c’è che le esperienze d’uso in tutti i contesti educativi ed in tutte e aree del Paese (forse per i trasporti problematici non si è vista Sardegna) si stanno moltiplicando a dismisura.

E’ altrettanto certo che, nelle parole, è diffusa la consapevolezza che per far fronte alle sfide del futuro (competenza digitale, società della conoscenza, Life Long Learning …) sia necessario andare oltre la scuola ma nel contempo avere una scuola nuova e che, in questo contesto, si ritiene che le tecnologie digitali e di rete possano dare un contributo importantissimo.

Sarà perché, di solito, le parole precedono la pratica ed il cambiamento è un processo lungo, ma ho percepito in modo forte e stridente il contrasto tra le parole ed i fatti. Molta innovazione auspicata, poca agita (tranne qualche felice enclave, ovviamente).

Ma non credo che questa a-sincronia sia un fatto fisiologico, che sia, cioè, questione di tempo e che basti aspettare la maturazione del processo.

Quello che a me sembra manchi per una reale innovazione che sia diffusa e di sistema è la consapevolezza del problema in tutti i suoi aspetti, delle sue implicazioni anche “profonde” e di come rendere operative sul piano organizzativo e didattico (non inserisco qui quello politico che è un livello totalmente incapace di muovesi se non facendo danni) le affermazioni che si fanno.

Cosa vuol dire andare “oltre la scuola”? Cosa vuol dire fare una didattica personalizzata e centrata sulla persona che apprende? Cosa vuol dire passare dall’insegnamento all’apprendimento? Cosa vuol dire “innovazione” nella scuola e nei processi di insegnamento? Cosa vuol dire “apprendere”? Cosa vuol dire passare dalla trasmissione di conoscenza alla sua costruzione (chiarendo, comunque, che ciò che si trasmette è l’informazione, mai la conoscenza)? Queste ed altre tematiche andrebbero comprese bene per non muoverci a casaccio e per dare sistematicità a tanti fermenti.

In attesa di tempi migliori, continuiamo a faticare nel quotidiano senza scoraggiarci per la mancanza di una visione ampia.

Un discorso a parte merita il lavoro degli informatici. A Taranto ho ascoltato con vero piacere intellettuale il racconto di più di un lavoro che informatici ed ingegneri del software stanno facendo. Davvero eccellente, creativo, impegnativo, competente quello che stanno producendo “spremendo” in tutte le sue possibilità l’universo dell’informatica e della telematica. Lavori da lasciare la bocca aperta. Tentativi di metadatazione pedagogica dei LO, piattaforme con funzionalità da astronave Enterprise (non faccio ironia), facilitazione estrema dello sviluppo di oggetti digitali …. Tutti lavori che hanno un autentico significato (e valore) nel campo dell’informatica, ma molto poco (a mio avviso e per la mia visione della scuola/apprendimento e del ruolo in queste dimensioni delle tecnologie) nel campo della pedagogia e della didattica. Ed i problemi di cui stiamo parlando sono di quest’ultimo tipo.

La tecnologie che servono per far fronte alle sfide elencate in apertura di post, sono molto ma molto meno “ricche” di quanto gli ingegneri informatici sono in grado di proporci. Non ci servono tutte quelle funzionalità; il problema non è che le tecnologie ed i LO non sono “user friendly”; il nocciolo del problema non è informatico…..

Gli informatici non fanno altro che il loro lavoro e lo fanno bene; meglio (nel senso di spessore di conoscenza incorporata nell’azione) di quanto non lo facciamo noi pedagogisti e didattici.

Tutta l’attuale popolarità delle tecnologie educative è merito degli informatici e dell’industria, non dei pedagogisti e della scuola ed il risultato si vede. Quando nel passato l’uso della tecnologia (povera) era ideato e governato da intenzionalità pedagogica (vedi ad esempio Papert e le sue tartarughe, il LOGO, i micromondi …) gli impatti erano altri.

Secondo il mio modesto parere dovremo ripartire da queste evidenze ….

Per intanto aspettiamo Diadamatica 2009 (Trento?) e cosa succederà con InnovaScuola.

martedì 29 aprile 2008

Didamatica 2008: prime emozioni

Avvio con parata di notabili locali. Preliminari rituali in attesa del vero cibo per la mente (un quotidiano locale titola "Cervelli a Taranto". I nostri?). Nelle numerose prolusioni istituzionali e politiche ritorna di continuo l'idea dei cambiamenti necessari per far fronte al bisogno di apprendimento continuo e di come le tecnologie cambiano il modo di insegnare ed apprendere. Questa distanza tra quello che si dice e quello che si fa mi fa pensare che non ci sia alcun cambiamento reale; anzi vedo un pericoloso riproporsi di modelli scolastici e paradigmi pedagogici e didattici convenzionali tanto da farmi temere che ogni spinta propulsiva al cambiamento fatta balenare dall'avvento delle tecnologie nella scuola sia oramai stata digerita, assimilata, neutralizzata, bloccata. Dopo aver sentito affermare quanto sia avanzata sul piano teorico e tecnologico una iniziativa che sta costando molti soldi al contribuente, quando invece è quanto di più vecchio ci possa essere, mi metto ad aspettare qualcosa di sensato. Dobbiamo aspettare le 13 per ascolare l'intervento di Calvani sulle competenze digitali nella scuola e la loro valutazione. Calvani presenta il progetto DCA, Digital Competence Assessment attraveso il quale si definisce un nuovo concetto di Digital Comptence. Qusto framework mi pare utile anche per organizzare percorsi formativi coerenti. Come "competenza" usa il modello Di Guy Le Boterf e vede la DC come una entità complessa, trasversale, sociale e situata.

Viene citato il progetto Syllabus, cittadinanza digitale dei giovani trentini della fondazione Kessler TN. Le componenti della DC sono l'usare con dimestichezza e spirito critico, consapevolezza, creativitá le applicazioni informatiche. L'evoluzione della competenza è sempre meno sul versante tecnico e più su quello cognitivo. Qui alcune delle prove di valutazione della DC:

Una battuta dell'intervento di Nicola Cavallo, università della Basilicata, l'animatore di MediaShow che si svolge ad 5 anni a Menfi: la scuola è troppo seria per lasciarla ai fanatici delle nuove tecnologie, ai costruttori di HW ed agli sviluppatori di SW ed agli uomini del marketing.....

domenica 20 gennaio 2008

Didamatica 2008 a Taranto





Didamatica si terrà quest'anno a Taranto, da 28 al 30 aprile.

Questi alcuni dei temi della conferenza di quest'anno:
  • Tecnologie informatiche per la Didattica
  • Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) e Tecnologie Didattiche
  • Dalle "Scuole in Rete" alle "Reti di scuole"
  • E-Learning nella formazione iniziale, professionale e permanente
  • Comunità virtuali per l'apprendimento e la costruzione della conoscenza
  • CSCL - Computer Supported Collaborative Learning
  • E-learning: Stili Cognitivi, Piattaforme e Standard
  • Ambienti di apprendimento virtuali
Fino al 30 gennaio per rispondere alla Call for Paper