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domenica 18 maggio 2008

Ibrid@menti, Benadusi, Barbetta, Margiotta ed amenità conclusive

Luciano Benadusi. Sociologia, Università La Sapienza, Roma.

Dopo aver parlato di crescita dei sistemi e dei saperi esperti, definisce l’Università un fortilizio della visione classica de sapere che é superata da tutti discorsi che oggi si stanno facendo a proposito dei nuovi media, del loro impatto sulla società e sui sistemi di sviluppo della conoscenza. L’università é il luogo dei chierici ma fuori ci sono i laici. L’università non ha più un ruolo egemonico nella produzione del sapere legittimo. In questo contesto l’università gioca un ruolo vetusto e diventano sempre più importanti i saperi pratici e quelli professionali. Chiude con lo slogan “dall’universitá alla multiversitá”.
In risposta al messaggio di allarme di Benadusi, Margiotta invita coloro che lavorano in Ibrid@menti a pensare una nuova università. Cose da poco .....

Pietro Barbetta psicologo dinamico ad orientamento sistemico (Bateson), Università di Bergamo
Buono l’esordio: il blogging non è una forma di deiezione
E, connettendosi ad alcune riflessioni fatte nella mattinata afferma che l’io è ostaggio dell’avatar alla condizione che esista un io…
Ed al proposito afferma che Il blog come l’avatar può ricostruire un io disperso. Come esempio dell’affermazione presenta un caso di persona psicotica che ha completato il proprio percorso di cura attraverso al scrittura di un blog questo che la ha aiuta a ricostruire la propria struttura identitaria.

Discussione finale

La Barbera a proposito della positività dell’avere a disposizione gratuitamente tanti strumenti in rete propone la seguente allegoria: “Non basta avere a disposizione gratuitamente un grande supermercato per fare una dieta corretta”. Corriamo il rischio di fare una grande abbuffata ….

Barbetta: Ci sono blog che rinforzano condotte devianti (anoressiche, pedofilii, ...) I ragazzi usano una miriade di strumenti web senza alcuna consapevolezza.

Poetica la sintesi finale di Margiotta:
La blogosfera come multiverso in espansione; è uno spazio tempo di invenzione e verità che si utilizza al meglio riconfigurando pratiche e dinamiche. Un luogo dove ritorna il rumore della vita.

Quale conclusione trarre? Riprendendo quanto diceva Margiotta all’inizio (con Ibrid@menti siamo all’aurora, non montiamoci la testa) stiamo ad aspettare per vedere a cosa tutto questo lavoro servirà. Per ora gustiamoci il gusto della ricerca, del pensiero colto e raffinato, del fraseggio elegante.

Grazie al dio pluvio che con la sua insistenza mi ha obbligato a saltare la mia solita escursione ciclistica inchiodandomi davanti alla scrivania a riordinare carte ed appunti (anche di Ibrid@menti).

Ibrid@menti, alcuni flash prima della chiusura

Andrea Bruni contenebbia http://contenebbia.splinder.com/Il blogger è narciso e vampiro. Vampiro perché succhia energia dai suoi lettori
Paolo Melissi
melpunk http://melpunk.splinder.com/ Il blog é scrittura, una narrazione forte di sé. Nel blog è presente la parte scrivente non quella vivente di sé.I blog non creano una società ma una letteratura. Ma da scrittore o da scrivente?

Barbara Caputo, barbara34 http://aldiwan.splinder.com/ antropologa. lab/antar/media La Bicocca- Mi
Parla degli atti iconici nei blog. Etnografia delle immagini. Corpo siamo e corpo restiamo anche via blog.

Simona Marchi, mssenzafiltro http://liberolab.splinder.com. La Sapienza, Roma
Simona ha un approccio sociologico al blogging e presenta una marea di statistiche sulle dinamiche del blog collettivo Ibrid@menti: tematiche accessibili solo a chi inter-agisce nel citato blog.

Stefano Ciulla. personalitaconfusa http://personalitaconfusa.splinder.com/ e nonciguardimai http://nonciriguardamai.splinder.com/
Offre un approccio psico-antropologico alla tematica
Nel momento in cui si comunica in rete si da spazio a parti diverse della nostra identità.

Gianluca Ligi, antropologia sociale a Ca Foscari, Venezia
Si e ci domanda: virtuale come meno reale? E rileva come anche dal suo punto di vista di ricerca e studio sia superata l’idea del sapere sicuro.

Stefano Epifani
Si definisce una persona che ha un blog ma non è un blogger (una riflessione introspettiva che avevo fatto anch’io) in quanto il blogger si identifica con il proprio blog e vive di pagerank….
Osservazione acuta : la società e divisa tra l’accademia e l’anti-accademia

Ibrid@menti, La Barbera, psicopatologia dei nuovi media

Daniele La Barbera psichiatra di Palermo Dal 2001 è Presidente della Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media (S.I.P.tech), sezione speciale della Società Italiana di Psichiatria.

Da psicologo riconosco una mia grave carenza il non sapere dell’esistenza di questa sezione. Approfondirò, me lo prometto.

Seguo con estremo interesse il suo intervento centrato su tematiche dell’identità virtuale, sulle caratteristiche della mente elettronica e sui fenomeni identitari della post modernità.
Prendo solo pochi appunti un po’ per l’interesse a seguire il suo parlare, un po’ per la velocità con ci sommerge di idee e concetti. Solo flash, quindi.

  • La principale caratteristica dei nuovi media elettronici è la velocità con cui si svolgono le operazioni, velocità che, oltre una certa soglia, accelera i processi psichici,affettivi emotivi e modificano il sistema psico-cognitivo.
  • I nuovi media stimolano la percezione motoria
  • La mente connessa è di gruppo ed è esternalizzata
  • Il pensiero ipertestuale dà priorità al tempo presente
  • La nuova cognitivitá tecnomediata origina nuove forme di conoscenza
  • Si ha la devoluzione del sapere (dall’individuo al gruppo), la costruzione sapere. Vedere la tematica della Cognizione Distribuita (ne parlo in questo blog da qualche parte)
  • Il linguaggio è iconico-acronimo; nasce un neodialetto hightech
  • Si sviluppa l’apprendimento esperenziale che va a sostituire l’apprendimento attraverso la lettura, l’ascolto
  • La mente digitale costruisce una immagine del se selezionata
  • La publicy sostituisce la privacy

La Barbera segnala due libri sul tema

  1. Psicopatologia della realtà virtuali (2001) esaurito
  2. La mente in rete. Psicopatopogie delle condotte in rete

e la rivista scientifica della S.P.I.tech “Psicotech” edita da Franco Angeli

Un bel video ci può introdurre al suo pensiero

Ibrid@menti, la voce di Tiziano Scarpa

Tiziano Scarpa, veneziano, classe 63, romanziere, drammaturgo, poeta; svolge, anche intensa attività performativa. È fra i fondatori delle riviste in rete/blog collettivi nazioneindiana (http://www.nazioneindiana.com/) e ilprimoamore (http://www.ilprimoamore.com/)

Molto affascinante il suo breve intervento in cui da scrittore dice quattro cose ai blogger

Alcuni flash

  • Il blog come entelechia (?) dello scrittore
  • Il blogger come uomo libero
  • Il blogging come leggerezza.

Detto questo, Scarpa passa alla sua (per me) performance migliore: il blogging e l’”atto linguistico”. L’Atto linguistico è un uso “forte” della parola; si ha quando con la parola mi metto in gioco è faccio cose attraverso le parole.

Quando un editore ci pubblica, fa una forma di asseverazione del nostro scrivere e lo valida. Ma quando scriviamo nel blog ci auto-pubblichiamo. Dove traiamo, quindi, la credibilità? Certo, scrivendo in blog guadagnamo in libertà ma corriamo il rischio di rendere leggera, nel senso di debole, la parola.

Nell’intervallo gli chiedo una precisazione del suo pensiero sulla questione e mi dice che da quel che vede in tanti blog tante parole non sono più atti linguistici ma parole vuote.

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Dal web:

Entelechia: Nella filosofia di Aristotele la caratteristica propria degli enti in atto di avere ogni propria possibilità espressa nel proprio essere. In Leibniz l'entelechia è riferita alla qualità propria della monade di avere il compimento del proprio fine in sé stessa senza l'apporto di alcun principio esterno.

Il termine entelechia (pr.: enteléchia) è stato coniato da Aristotele per designare la sua particolare concezione filosofica di una realtà che ha iscritta in se stessa la meta finale verso cui tende ad evolversi. E' infatti composto dai vocaboli en + telos, che in greco significano "dentro" e "scopo", cioè una sorta di "finalità interiore"….. Entelechia è quindi il modo con cui un organismo tende a realizzare se stesso secondo leggi proprie, passando dalla potenza all'atto.

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Ibrid@menti, la voce degli "ibridanti"

Bene, ci sono andato. In una di quelle giornate uggiose ed afose che rendono Venezia una tra le più brutte città del mondo. Provare per credere. Dunque, Ibrid@menti (una idea che connette, a dirla con un relatore) é un progetto nato da una idea di Maddalena Mapelli ed istituzionalizzato presso l'unversitá di Venezia, Lettere e Filosofia con Umberto Margiotta.
Dal clima dell’evento, mi pare sia, anche, una festa tra persone che si incontrano in reale dopo tanta frequentazione virtuale. Una bella cosa.
Prima parte sui primi 5 mesi di attivitá.

Umberto Margotta, prorettore dell’Università Ca Foscari di Venezia, dà in breve il senso di Ibrid@menti: un progetto per e sul pensare in rete; partecipare come e per pensare.
Ibrid@menti anche per identificare nuovi modelli di ricerca universitaria, come esperimento mentale per l innovazione universitaria. Ricerca di nuovi punti di approdo per la conoscenza. La sua introduzione è stata molto più ricca ma preso com’ero ad ascoltarla ho preso solo pochi appunti. Sorry ….

Maria Maddalena (madmapelli http://maddalenamapelli.splinder.com), promotrice ed animatrice di Ibrid@menti traccia le tematiche affrontate in questi primi mesi di attività nel blog a più mani: il pensare in rete, il fare ricerca in rete e sulla rete, l’ascesa dei blogger, l’arte della connessione nel virtuale (non prevedibile, non governabile), il blog come luogo in cui l’off si riverbera nell’on (l’identità reale e quella virtuale), l’identità digitale come specchio ed immagine riflessa (in senso psicanalitico), l’influenza dell’avatar nella scrittura. In Ibrid@menti la tematica del blogging viene traguardata da una pluralità di approcci: quello logico-riflessivo, quello semiologico, quello antropologico e quello psicologico e epsicodinamico.

Pasquale Esposito (eventounico http://eventounico.blog.kataweb.it/) parla di un suo esperimento su come l’avatar che ci si sceglie per rap-presentarsi nel blog influenzi il nostro modo di essere in rete: La conclusione? L’io ostaggio dell’avatar che diventa una maschera che non vuole nascondere ma rivelare le istanze presenti nell’ inconscio.

Dario Carta (evenevil http://evenevil.splinder.com/) parla del linguaggio delle immagini e delle emozioni in rete, dei confini tra on e off (l’identità in rete e quella fuori dalla rete), dei movimenti dal virtuale al reale. Conclusione: se di verità si vuole perlare, diciamo pure che si tratta di verità obliqua

Daniele Muriano (maledettamentebene http://maledettamentebene.splinder.com/) parla dell’ insostenibile leggerzza dell’ autore. Anche secondo lui la scrittura in rete è influenzata dall’avatar che ne influenza lo stile.
L’avatar (scopro che l’accento va sulla seconda a e non sulla prima) efficace influenza la phantasia, desta innamoramento, riempie il vuoto misterioso. La superficie del testo, la risonanza delle parole, il suono il ritmo. Il tempo dell’avatar è il presente.
L’immagine–avatar non riproduce un ritratto del blogger-autore, restituisce l’effetto del percepito cioè l’aura affettiva colta da un ipotetico osservatore in presenza del phantasma generato dall’autore: ad esempio soggezione, sensualità ecc.

Emma Ciceri (emmart http://emmart.splinder.com). Definita “la donna delle mappe” avendo sviluppato tutta una serie di raffinate mappe mentali sui concetti trattati in Ibrid@menti e sulla struttura di un blog.